Profilo editoriale
Tony Warriner è una delle figure tecniche fondamentali dell’avventura grafica britannica. Comincia a programmare sui primi home computer durante l’adolescenza e pubblica nel 1986 Obsidian per Amstrad CPC, realizzato occupandosi personalmente di codice, grafica ed effetti sonori. Dopo alcune esperienze con Artic Computing e altri studi, lavora anche nel settore aeronautico, sviluppando software prima di essere richiamato nel mondo dei videogiochi da Charles Cecil.
Nel 1990 fonda Revolution Software insieme a Cecil, David Sykes e Noirin Carmody. Il suo contributo più importante alla prima identità dello studio è il Virtual Theatre, motore progettato per creare ambienti meno statici rispetto alle avventure tradizionali. In Lure of the Temptress, pubblicato nel 1992, i personaggi non giocanti possono muoversi autonomamente nel mondo, seguire routine e interagire tra loro. La tecnologia non era soltanto un effetto scenico: modificava la struttura degli enigmi e dava l’impressione che il mondo continuasse a vivere indipendentemente dal protagonista.
Warriner programma poi Beneath a Steel Sky, uscito nel 1994 e costruito ancora sul Virtual Theatre. L’avventura amplia il motore con nuovi strumenti per oggetti, conversazioni e scrittura, inserendolo in un mondo distopico disegnato con Dave Gibbons. Con Broken Sword: The Shadow of the Templars e Broken Sword II: The Smoking Mirror, il suo lavoro si sposta verso system programming, design e supervisione tecnica. La tecnologia diventa più controllata e cinematografica, al servizio di dialoghi, scene scriptate e del viaggio internazionale di George Stobbart e Nico Collard.
Negli anni successivi Warriner contribuisce a In Cold Blood, The Road to El Dorado e ai capitoli tridimensionali di Broken Sword, alternando programmazione, system design e section design. Partecipa inoltre alle riedizioni dei primi giochi e firma il concept narrativo di Broken Sword 5: The Serpent’s Curse. Il suo ruolo nella storia di Revolution non è quindi solo quello del tecnico dietro le quinte: è una presenza costante nel modo in cui lo studio ha costruito interfacce, sistemi e narrazione interattiva.
Più recentemente ha raccontato quella storia nel libro Revolution: The Quest for Game Development Greatness e ha co-fondato Brazen Gameplay con Stoo Cambridge. Lo studio sta lavorando a UrbX Warriors per ZX Spectrum Next e PC, mentre Warriner continua anche a sviluppare piccoli progetti indipendenti.
Per Retro-Gamers, Tony Warriner rappresenta il punto d’incontro tra programmazione e racconto. Il Virtual Theatre non cercava soltanto di mostrare personaggi più intelligenti, ma di rendere il mondo dell’avventura meno simile a una successione di schermate ferme. È una ricerca che attraversa Lure of the Temptress, Beneath a Steel Sky e Broken Sword, tre passaggi essenziali della scuola britannica del punta e clicca.


