Presentato da Commodore nel gennaio 1982 e lanciato nello stesso anno negli Stati Uniti, il Commodore 64 si diffuse poi con enorme forza in Europa, Italia compresa, diventando uno dei simboli assoluti dell’informatica domestica degli anni ’80. In un mercato popolato da ZX Spectrum, Atari 8-bit, Apple II, BBC Micro e, più tardi, Amstrad CPC, il C64 trovò il suo equilibrio tra prezzo, capacità multimediali e disponibilità di software.
Basato sul processore MOS 6510, derivato dal 6502, disponeva di 64 KB di RAM e usava soprattutto cassette, floppy disk da 5,25 pollici e cartucce. Il chip grafico VIC-II offriva 16 colori, sprite hardware e scrolling fluido, mentre il SID 6581 diede alla macchina una personalità sonora unica, fatta di bassi, filtri e melodie ancora oggi riconoscibili. Le vendite complessive sono generalmente stimate tra circa 12,5 e 17 milioni di unità, rendendolo uno degli home computer più venduti di sempre.
Più che per un singolo aspetto, il Commodore 64 resta importante per l’equilibrio tra accessibilità, creatività e gioco. La sua eredità passa da titoli come The Last Ninja, Impossible Mission, International Karate, Maniac Mansion, Turrican, Bubble Bobble, Mayhem in Monsterland e Zak McKracken and the Alien Mindbenders.