Nel 1986 Defender of the Crown fu uno dei giochi che mostrarono con maggiore immediatezza cosa poteva fare un Amiga. La strategia era relativamente semplice, ma le grandi schermate illustrate, le giostre, gli assedi ai castelli e i combattimenti con la spada avevano un impatto visivo che contribuì in modo decisivo alla fama del primo titolo Cinemaware. Quarant'anni dopo, quella particolare combinazione di strategia, azione e presentazione cinematografica torna con Defender of the Crown: The Legend Returns.
Sviluppato dallo studio polacco Black Tower Basement e pubblicato da Nordcurrent Labs, il gioco è disponibile dal 13 agosto 2026 su PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch. Più che limitarsi a ridisegnare l'originale, il progetto prova ad affrontare uno dei problemi inevitabili quando si recupera un titolo di questo peso storico: conservare ciò che ricordano i giocatori dell'epoca senza fingere che quarant'anni di evoluzione del game design non siano mai esistiti.
Tre modi diversi di tornare a Defender of the Crown
La soluzione scelta dagli sviluppatori è dividere The Legend Returns in tre modalità distinte.
La Retro Mode conserva il Defender of the Crown originale per Amiga, introducendo alcuni miglioramenti alla qualità della vita ma cercando di mantenere pressoché intatta l'esperienza del 1986. È la parte del pacchetto rivolta soprattutto a chi vuole ritrovare il gioco originale senza passare dall'emulazione o dall'hardware dell'epoca.
La Classic Mode parte invece dalla stessa struttura e la ricostruisce per i sistemi moderni. Grafica e interfaccia sono state ridisegnate, alcune meccaniche sono state rifinite e la gestione generale è più immediata. Restano la conquista dei territori inglesi, il reclutamento degli eserciti, gli assedi, le giostre e i duelli che caratterizzavano il gioco Cinemaware.
È però la Kingdom Mode a prendere maggiormente le distanze dal passato. Le mappe vengono generate proceduralmente e alle tradizionali meccaniche di conquista si aggiungono dadi, carte, abilità sbloccabili e diversi livelli di difficoltà. Più che restaurare Defender of the Crown, questa modalità utilizza il suo scenario e alcuni dei suoi concetti per costruire qualcosa di differente e maggiormente orientato alla rigiocabilità.
Questa struttura a tre livelli è probabilmente l'aspetto più interessante dell'intero progetto. Il giocatore può osservare quasi direttamente tre approcci diversi alla conservazione di un classico: preservarlo, reinterpretarlo oppure utilizzarlo come punto di partenza per qualcosa di nuovo.
Un gioco che nel 1986 puntava soprattutto sugli occhi
Defender of the Crown nacque come primo titolo di Cinemaware, con Kellyn Beck al game design e Jim Sachs tra le figure fondamentali della realizzazione grafica. Sachs avrebbe ricordato anni dopo come l'obiettivo fosse raggiungere un livello di dettaglio che nessun altro gioco per computer aveva ancora tentato, prendendo anche ispirazione dall'immaginario cinematografico di Ivanhoe.
La sua importanza va letta anche in quel contesto. Su Amiga le schermate di Sachs, i personaggi di grandi dimensioni e la costruzione quasi cinematografica delle diverse sequenze diventarono una dimostrazione immediata delle capacità grafiche della macchina. Il successo aprì la strada all'identità di Cinemaware, che negli anni successivi avrebbe continuato a contaminare videogiochi e generi cinematografici con titoli come Rocket Ranger, Lords of the Rising Sun, It Came from the Desert e Wings.
Il limite dell'originale era però già visibile allora: dietro quella presentazione straordinaria si nascondeva un sistema strategico piuttosto leggero. Ed è proprio qui che The Legend Returns affronta la parte più difficile del recupero. Rifare la grafica non basta quando ciò che impressionava nel 1986 è diventato normale, mentre le meccaniche che apparivano accessibili possono oggi risultare estremamente semplici.
La scelta di includere contemporaneamente Retro, Classic e Kingdom Mode permette almeno di non cercare una risposta unica. Chi vuole il documento storico può tornare all'originale Amiga; chi preferisce una veste moderna può scegliere la modalità Classica; chi cerca una struttura più contemporanea trova nella modalità Regno un'esperienza decisamente più distante dal titolo Cinemaware.
Defender of the Crown: The Legend Returns è disponibile dal 13 agosto. Su PC è acquistabile anche attraverso Steam e GOG, mentre le versioni console sono distribuite attraverso i rispettivi store digitali. Quarant'anni dopo, Defender of the Crown non può naturalmente produrre lo stesso stupore che accompagnò quelle schermate su Amiga nel 1986. Il suo ritorno offre però qualcosa di altrettanto interessante per chi si occupa di storia videoludica: la possibilità di mettere fianco a fianco l'originale, la sua reinterpretazione e un tentativo di portarne le idee in una direzione diversa.



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