Un vecchio computer può finire in una vetrina, pulito, catalogato, accompagnato da un cartellino che indica modello e anno di produzione.
Oppure può essere aperto, revisionato e utilizzato. Si controllano le tensioni, si verifica il clock, si prova la RAM, si cercano ROM che dopo quarant’anni abbiano ancora qualcosa da dire. A volte basta sostituire uno zoccolo. Altre volte comincia una caccia al guasto che coinvolge schemi elettrici, oscilloscopi e persone che quelle macchine le conoscono abbastanza bene da ricordare soluzioni che sui manuali non si trovano.
Poi, se tutto va bene, si accende.
È da questa scintilla che nasce sia Flashback – Associazione Culturale di Retro-computing APS, realtà che lavora al recupero e alla valorizzazione del patrimonio informatico e videoludico, che Flashback – il Festival in programma nella sua seconda edizione per il 3 e 4 ottobre 2026 alla Fonderia 1 a Follonica.
Recuperare le macchine, ma anche il mondo che c'era intorno
Definire Flashback una mostra di retrocomputing sarebbe riduttivo. Le macchine sono chiaramente il punto di partenza: oltre 150 postazioni tra calcolatrici, computer, console, simulatori di guida e cabinati arcade. Ma intorno a quelle macchine c’era un mondo fatto di videogiochi, musica, cinema, riviste e automobili che, soprattutto negli anni ’80 e ’90, si influenzavano a vicenda.
In particolare, quest’anno Flashback esplora due specifiche tematiche: la musica elettronica e le auto sportive.
Per la parte della Computer Music, partecipa al Flashback 8 Bit Inside, associazione romana che si occupa di retrocomputing, retrogaming e di “Retromusic”. Il loro lavoro parte da un principio molto vicino al Flashback: recuperare gli apparati, restaurarli e mantenerli funzionanti per permettere alle persone di sperimentare direttamente l’evoluzione della tecnologia anche nell’ambito della musica. Oltre a questo, anche 8 Bit Inside si dedica alle attività espositive e divulgative con la partecipazione a numerose manifestazioni nazionali e seminari tematici condotti dai soci.
E poi ci sono le auto. In questa seconda edizione, computer e console convivono con un raduno di auto iconiche degli anni ’80 e ’90, le stesse auto che sono state muse ispiratrici di numerosi videogiochi e film. Il percorso espositivo evidenzia molto bene come dall’auto si arriva ai moderni simulatori di guida, passando dai cabinati arcade come OutRun.
Al Flashback si può giocare
C'è poi una scelta che caratterizza il Festival: buona parte di ciò che viene esposto deve, quando possibile, poter essere utilizzato e in modo gratuito.
Il 3 e 4 ottobre alla Fonderia 1 di Follonica quindi, il pubblico può gratuitamente mettere le mani - liberamente o con il supporto di esperti - su macchine originali, provare videogiochi, partecipare a tornei e confrontare tecnologie appartenenti a generazioni molto diverse.
C’è anche una sala giochi con 10 cabinati arcade originali messi a disposizione da Arcade Story, affiancata da simulatori di guida e da un'area dedicata alle competizioni. Il programma dei tornei attraverserà diverse piattaforme: Unreal Tournament su PC, Puzzle Bobble e Street Fighter II su cabinato, Tekken 3 su PS1, Sensible Soccer e International Karate + su Amiga 500.
Le persone dietro l'hardware
Flashback 2026 dedica una parte importante del programma anche a incontri e talk.
Sul palco principale, M.C. Stefano Gallarini, giornalista e figura storica della stampa videoludica italiana, conduce le danze tra le varie attività del festival.
Inoltre, tra gli ospiti annunciati che racconteranno le loro esperienze, ci sono Gastone Garziera, uno dei progettisti della Olivetti Programma 101, i membri di associazioni e club come Paolo Cognetti presidente del Vintage Computer Club Italia, Damiano Airoldi fondatore della Fondazione 101, membri dell’Associazione MSX Italia, di Bit Retro, del Classic Device Club, di Fun & Passion for Texas Instruments e molti grandi collezionisti e rappresentanti di realtà museali come il Museo degli strumenti per il calcolo di Pisa e il Museo del calcolatore di Prato.
Il Festival prevede inoltre attività specifiche per le scuole, con percorsi pensati per raccontare l'evoluzione tecnologica attraverso le persone che l'hanno resa possibile.
Mettere insieme le persone è probabilmente uno degli aspetti più importanti dell'intero progetto.
Dietro un processore, un computer o un videogioco ci sono idee, compromessi e decisioni. Anche all’epoca, c'erano programmatori che dovevano far entrare un gioco in quantità di memoria che oggi non basterebbe per un file di testo; ingegneri che progettavano hardware con limiti oggi impensabili; giornalisti che raccontavano macchine e videogiochi quando Internet non esisteva e una recensione era tutto quello che si poteva trovare su quel particolare gioco o computer.
Quelle persone, i loro racconti, le loro esperienze sono, a tutti gli effetti, parte della tecnologia che il Flashback vuole mostrare, mentre incoraggia la curiosità, l’atteggiamento alla sfida, il senso di conquista. L’obiettivo è ambizioso e ci auguriamo di raggiungerlo.
Programma completo su https://www.flashbackmuseum.it/eventi/



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