Nato nel 1981 come sistema operativo per IBM PC e poi diffuso attraverso i compatibili, MS-DOS non fu una piattaforma hardware unica, ma l’ambiente che trasformò il PC in una macchina da gioco sempre più importante. Tra seconda metà degli anni ’80 e metà anni ’90 si affermò soprattutto in Nord America e poi in Europa, Italia compresa, confrontandosi con Amiga, Atari ST, Macintosh, console a 8 e 16 bit e, più avanti, con Windows stesso.
La sua identità tecnica cambiò insieme all’evoluzione dei PC: dai processori Intel 8088 e 8086 fino a 286, 386, 486 e primi Pentium. La memoria convenzionale di 640 KB fu a lungo un limite concreto, spesso aggirato con configurazioni manuali, memoria espansa o estesa. Anche grafica e audio seguirono un percorso progressivo: CGA, EGA, VGA e SVGA portarono il PC dai pochi colori iniziali ai 256 colori VGA, mentre AdLib, Sound Blaster, Roland MT-32 e General MIDI definirono il suono dei giochi DOS. I supporti passarono da floppy disk e hard disk al CD-ROM.
MS-DOS fu meno immediato delle console e meno elegante di molti home computer, ma offrì libertà, espandibilità e generi difficili da contenere altrove. La sua eredità passa da Prince of Persia, Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge, Wolfenstein 3D, Doom, Commander Keen, Ultima VII, X-COM: UFO Defense e Duke Nukem 3D.