Capcom CPS1
ArcadeCPS1Scheda arcade
Scheda tecnica
Anno di uscita 1988
CPU Motorola 68000 + Zilog Z80
RAM 128 KiB
Grafica CPS-A / CPS-B
Audio Yamaha YM2151
Risoluzione 384×224
La storia

Introdotto da Capcom nel 1988, il CPS-1 — Capcom Play System — fu una piattaforma arcade modulare pensata per le sale giochi, basata su una scheda madre comune e ROM dedicate ai singoli titoli. Debuttò con Forgotten Worlds e divenne rapidamente una delle basi tecniche più riconoscibili dell’arcade giapponese tra fine anni ’80 e primi ’90, in un mercato dominato da produttori come Sega, Namco, Konami, Irem e SNK.

L’architettura utilizzava un Motorola 68000 come CPU principale, affiancato da uno Zilog Z80 per la gestione sonora. La grafica 2D era il suo punto di forza: risoluzione tipica di 384×224 pixel, sprite numerosi, scrolling fluido su più piani e una palette ampia, con fino a 4096 colori visualizzabili secondo le specifiche generalmente riportate. L’audio sfruttava chip Yamaha e soluzioni diverse a seconda delle revisioni, con musiche FM, effetti incisivi e campionamenti.

Il CPS-1 diede a Capcom una piattaforma flessibile per action, picchiaduro, beat ’em up e sparatutto, preparando il terreno al successo mondiale di Street Fighter II. Non esistono dati pubblici consolidati sulle unità distribuite, ma il suo impatto commerciale nelle sale fu enorme. La sua eredità passa da giochi come Forgotten Worlds, Ghouls ’n Ghosts, Strider, Final Fight, UN Squadron, Captain Commando, The King of Dragons e Street Fighter II.