Profilo editoriale
Jeremy Heath-Smith è una figura diversa rispetto al classico autore-programmatore o game designer, ma fondamentale per capire la parabola di Core Design e del videogioco britannico negli anni ’90. Inglese, entra nell’industria attraverso l’area imprenditoriale e produttiva, fondando Core Design nel 1988 insieme ad altri ex membri dell’ambiente Gremlin Graphics. Lo studio nasce a Derby, inizialmente con il nome Megabrite, e diventa presto uno dei nomi più attivi della scena europea tra home computer, console e PC.
Il ruolo di Heath-Smith non è quello dell’autore solitario davanti al codice, ma quello del fondatore, manager e producer capace di costruire uno studio, organizzare produzioni e portare Core dentro una fase di crescita molto rapida. Prima dell’esplosione di Tomb Raider, la compagnia lavora su un catalogo ampio e riconoscibile: Rick Dangerous, Chuck Rock, Heimdall, Wolfchild, Soulstar, BC Racers e altri titoli che raccontano bene il passaggio dagli home computer alle console a 16 e 32 bit. Core non era solo “lo studio di Lara Croft”: era una realtà britannica molto produttiva, con una forte identità tecnica e commerciale.
La svolta arriva naturalmente con Tomb Raider, pubblicato nel 1996. Il gioco nasce dentro Core Design, con Toby Gard come figura creativa centrale per Lara Croft, ma Heath-Smith è tra le figure dirigenziali decisive nel portare il progetto sul mercato e nel trasformarlo in un fenomeno globale. Dopo l’acquisizione di CentreGold da parte di Eidos nel 1996, Heath-Smith diventa Executive Director di Eidos, posizione che mantiene fino al 2000, continuando a essere legato alla gestione del marchio Tomb Raider durante la fase di massima espansione commerciale.
La sua storia è anche legata alle tensioni tipiche dell’industria di fine anni ’90. Tomb Raider diventa una macchina produttiva quasi annuale, con sequel ravvicinati, pressione commerciale crescente e un rapporto sempre più complicato tra creatività, tempi di sviluppo e aspettative del publisher. Il punto di rottura simbolico arriva con Tomb Raider: The Angel of Darkness, pubblicato nel 2003 su PlayStation 2 e PC: un progetto ambizioso, ma segnato da problemi produttivi e da un’accoglienza difficile, dopo il quale la serie viene tolta a Core Design. Fonti retrospettive collegano quel momento alla fine della centralità di Heath-Smith nel franchise e alla successiva uscita dall’industria videoludica tradizionale.
Dopo Core, Heath-Smith fonda Circle Studio insieme al fratello Adrian, lavorando anche a Without Warning per PlayStation 2 e Xbox, ma l’esperienza si chiude nel 2007. Il suo peso storico resta soprattutto quello di un produttore-imprenditore: non il creatore diretto di Lara Croft, ma uno degli uomini che resero possibile l’ambiente industriale in cui Tomb Raider nacque, crebbe e divenne uno dei simboli più forti del videogioco britannico degli anni ’90.