Profilo editoriale
Éric Chahi è una delle figure più personali del videogioco europeo, un autore capace di unire programmazione, grafica, regia visiva e senso del ritmo in opere spesso costruite più sull’immagine e sul silenzio che sulla parola. Francese, inizia a programmare nei primi anni ’80 su macchine come Oric e Amstrad, lavorando per realtà come Loriciels e Chip. Prima del grande riconoscimento internazionale, contribuisce a diversi titoli dell’epoca home computer, tra cui Infernal Runner, Le Pacte, Jeanne d’Arc e Voyage au centre de la Terre, maturando un rapporto diretto con il codice e con la grafica. Le fonti biografiche indicano il 1983 come inizio della sua attività videoludica.
Nel 1989 entra in Delphine Software, dove lavora alla grafica di Future Wars, avventura ideata da Paul Cuisset. È un passaggio importante perché lo colloca dentro una delle scuole francesi più riconoscibili del periodo, attenta alla presentazione, all’atmosfera e a una certa idea cinematografica dell’avventura. Ma Chahi trova la propria voce soprattutto con Another World, pubblicato nel 1991 e noto in Nord America come Out of This World. Il gioco viene sviluppato quasi interamente da lui: storia, grafica, animazione, programmazione e direzione visiva, con un aiuto esterno per la musica. MobyGames sottolinea proprio questa natura quasi solitaria del progetto, dalla storia fino alla copertina.
Another World resta il centro della sua carriera perché condensa una visione molto precisa: pochissimi dialoghi, animazione rotoscopica, taglio cinematografico, morte improvvisa, paesaggi alieni e un rapporto costante tra vulnerabilità e meraviglia. Non era un platform tradizionale, né una semplice avventura. Era un racconto interattivo fisico, ostile e misterioso, dove ogni scena sembrava pensata come una sequenza animata ma obbligava il giocatore a leggere il movimento, il tempo e lo spazio. La sua influenza si sente in molti giochi successivi basati su narrazione visiva, minimalismo e atmosfera.
Dopo Another World, Chahi fonda Amazing Studio e lavora a Heart of Darkness, pubblicato nel 1998 dopo uno sviluppo lungo e complesso. Il gioco riprende parte della grammatica cinematografica di Another World, ma con una produzione più ampia, animazioni ricche e un tono da avventura oscura per ragazzi. Dopo un periodo lontano dalle scene principali, Chahi torna con Ubisoft e From Dust, uscito nel 2011, un progetto che sposta la sua attenzione verso natura, materia, simulazione e paesaggi dinamici. È un ritorno coerente: non più il corpo fragile di un ragazzo in un mondo alieno, ma un ambiente da modellare e osservare.
Nel 2016 fonda Pixel Reef a Montpellier, studio con cui sviluppa Paper Beast, pubblicato nel 2020. Il gioco nasce come esperienza VR e costruisce un ecosistema surreale generato dall’immaginazione di Chahi, abitato da creature digitali e paesaggi nati dai flussi nascosti di dati. Lo stesso sito di Pixel Reef presenta Paper Beast come un universo nato dall’immaginazione dell’autore di Another World. Per Retro-Gamers, Chahi è importante perché rappresenta una linea rara del videogioco europeo: quella dell’autore visivo, tecnico e poetico, capace di usare la macchina non solo per mostrare mondi, ma per farli sentire estranei, vivi e fragili.