Amiga vs resto del mondo: Atari ST, il rivale più vicino
L’Atari ST fu il rivale più vicino dell’Amiga: stesso Motorola 68000, stesso mercato europeo, ma due visioni hardware molto diverse.
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L’Atari ST fu il rivale più vicino dell’Amiga: stesso Motorola 68000, stesso mercato europeo, ma due visioni hardware molto diverse.
Le conversioni arcade su Amiga furono spesso dolorose, ma non sempre. Dai disastri Capcom ai port riusciti, fino al caso Snow Bros.
Il terzo capitolo di Amiga vs resto del mondo smonta il mito dello Sharp X68000 come “Amiga giapponese”: arcade Capcom, U.S. Gold, Workbench, demo scene e due culture opposte.
Final Fight su Sharp X68000 è una delle conversioni domestiche più fedeli del classico Capcom: brutale, immediata e ancora oggi vicinissima allo spirito arcade.
Simone Battaglioni racconta come è nata la traduzione italiana di Loom per Amiga: un lavoro iniziato da una vecchia delusione e concluso molti anni dopo.
Il secondo capitolo di “Amiga vs resto del mondo” racconta quando il PC DOS smise di inseguire: VGA, Sound Blaster, hard disk, 386, 486, LucasArts, conversioni arcade e Doom cambiarono gli equilibri.
Shadow of the Beast è uno dei miti assoluti dell’Amiga: spettacolare, atmosferico e ancora potentissimo, ma anche rigido, crudele e divisivo.
Chuck Rock II: Son of Chuck è uno dei platform Amiga più riconoscibili di Core Design: colorato, buffo, tecnicamente curato, ma anche figlio di un’epoca in cui il genere iniziava a chiedere qualcosa in più.
I videogiochi classici di Star Wars contano ancora perché hanno trasformato la saga in esperienze giocabili diverse: arcade, simulatori, shooter, RPG e mondi online.
Jim Power in Mutant Planet è uno dei platform Amiga più appariscenti dei primi anni ’90: consoliano nello stile, potentissimo nel sonoro, ma anche duro, nervoso e non sempre equilibrato.
Superfrog è uno dei platform simbolo dell’Amiga: pulito, fluido e amatissimo, ma dietro il mito Team17 resta un gioco più elegante che davvero memorabile.
Prima che il calcio videoludico diventasse simulazione televisiva, Sensible World of Soccer mise il mondo intero dentro pochi pixel, un joystick e una carriera infinita.
L’ultimo grande miracolo del Commodore 64: un platform colorato, velocissimo e tecnicamente sorprendente, arrivato quando l’8 bit Commodore sembrava ormai fuori tempo massimo.
Dopo decenni di attesa, la leggendaria avventura Lucasfilm Games approda anche su C64 grazie a un progetto che ha dell’incredibile.
La versione Amiga del classico arcade Mitchell conserva intatta la formula originale, tra bolle da dividere, riflessi rapidi e partite sempre più tese.
Un’avventura cyberpunk moderna dal cuore retro, costruita su atmosfera, pixel art e suggestioni notturne.
Indiana Jones and the Fate of Atlantis resta una delle migliori avventure grafiche LucasArts: scrittura brillante, enigmi solidi e tre percorsi diversi per vivere un’avventura originale degna del cinema.
Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge è LucasArts al massimo della forma: scrittura brillante, enigmi memorabili, atmosfera piratesca e un equilibrio quasi perfetto tra comicità, mistero e malinconia.
Lionheart è uno dei vertici assoluti dell’Amiga: un action fantasy spettacolare, fluido e ancora oggi capace di unire meraviglia tecnica e giocabilità.
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