Profilo editoriale
Erik Simon è una figura centrale del videogioco europeo tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, soprattutto per chi associa Atari ST e Amiga a produzioni tecnicamente raffinate, ambiziose e profondamente legate alla demoscene. Tedesco, entra nell’industria partendo proprio da quell’ambiente, dove il limite dell’hardware non era un ostacolo ma una sfida creativa. Nel 1988 co-fonda Thalion Software a Gütersloh insieme a Holger Flöttmann, costruendo uno degli studi europei più riconoscibili dell’epoca home computer. MobyGames indica Thalion come fondata nell’ottobre 1988 da Simon e Flöttmann, attiva soprattutto su Amiga e Atari ST fino alla chiusura nel 1994.
Il ruolo di Simon dentro Thalion non è riducibile a una singola etichetta. Il suo profilo MobyGames lo descrive come graphic artist, game designer, project lead e, in seguito, head of development tra il 1988 e il 1994. Questa dimensione ibrida è importante: Thalion nasceva in un momento in cui molte produzioni europee erano costruite da team piccoli, spesso vicini alla cultura demo, dove arte, codice, design e direzione si intrecciavano continuamente. Simon rappresenta bene quel tipo di autore: visivo, tecnico, organizzativo, più interessato a spingere la macchina che a seguire formule commerciali già pronte.
Il nome più immediato da associare a Simon è Lionheart, pubblicato per Amiga nel 1993. Il gioco, sviluppato con Henk Nieborg alla grafica e un piccolo team tecnico, è uno dei manifesti tardivi dell’action-platform europeo su Amiga: parallasse, animazioni, fondali dettagliati, grande impatto visivo e un gusto quasi arcade per la spettacolarità. Nei crediti Amiga, Simon è indicato al game design, a conferma del suo ruolo nella costruzione dell’esperienza. Lionheart non fu un blockbuster globale, ma per molti appassionati resta una dimostrazione di quanto l’Amiga potesse ancora dire quando le console stavano già prendendo il centro della scena.
Accanto a Lionheart, Simon è legato anche alla stagione RPG e tecnica di Thalion. Ambermoon, uscito nel 1993 su Amiga, univa visuali 2D, dungeon 3D, interfaccia elaborata e un’ambizione rara per un gioco europeo del periodo. I crediti lo indicano nella produzione, nel game design legato a una delle aree del mondo di gioco e nella grafica, mentre altre fonti lo collegano alla direzione dello sviluppo e a contributi visivi aggiuntivi. No Second Prize, con la sua velocità motociclistica in 3D vettoriale, racconta invece l’altro lato di Thalion: ricerca tecnica pura, fluidità e sfida all’hardware.
Dopo la chiusura di Thalion nel 1994, Simon continua il proprio percorso nell’industria, ma il suo valore storico resta soprattutto legato a quella breve e intensa stagione. Thalion non ebbe sempre il successo commerciale che la qualità tecnica avrebbe meritato, ma il suo catalogo è ancora oggi ricordato come una delle espressioni più forti della scuola europea su home computer. In questo quadro, Erik Simon è importante non solo come co-fondatore, ma come figura di connessione tra demoscene, direzione artistica, game design e cultura Amiga/Atari ST.