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Il chipset Amiga AAA e il progetto Hombre

Il futuro dell’Amiga che non abbiamo mai visto!

Di Marco Finelli 17 marzo 2026Tempo di lettura: 3 min.

Chi ha avuto un Amiga negli anni ’80 e ’90 sa bene che il chipset Amiga AAA rappresentava una delle evoluzioni più attese della piattaforma.

La sua architettura, basata su chip custom dedicati alla grafica, all’audio e alla gestione della memoria, permetteva di ottenere prestazioni sorprendenti anche con hardware relativamente semplice.

Ancora oggi ho un Amiga funzionante sulla scrivania. Non lo considero soltanto un oggetto da collezione, ma una macchina che vale la pena accendere ogni tanto per ricordarsi quanto fosse avanti rispetto al suo tempo.

Negli ultimi anni di vita della Commodore, però, nei laboratori dell’azienda erano già in sviluppo nuove architetture destinate a portare la piattaforma verso una generazione completamente diversa.

Il chipset Amiga AAA e il progetto Hombre rappresentano ancora oggi uno dei più grandi “what if” della storia dell’informatica.

AAA: l’Advanced Amiga Architecture

Il chipset Amiga AAA rimane uno dei progetti più affascinanti mai sviluppati da Commodore. Acronimo di Advanced Amiga Architecture, doveva essere il vero successore del chipset AGA, introdotto con gli ultimi modelli Amiga all’inizio degli anni ’90.

AGA aveva portato alcuni miglioramenti, soprattutto nella gestione dei colori, ma non rappresentava quel salto tecnologico che molti utenti si aspettavano.

AAA nasceva proprio con l’obiettivo di aggiornare in profondità l’architettura grafica mantenendo la filosofia originale dell’Amiga: delegare ai chip dedicati le operazioni più pesanti, liberando la CPU da gran parte del lavoro.

Il progetto era già in fase avanzata e prevedeva diversi nuovi chip custom dedicati alla gestione della grafica, della memoria e del segnale video.

Caratteristiche previste del chipset AAA

• supporto fino a 16,7 milioni di colori

• palette completa a 24 bit

• bus di memoria a 64 bit

• banda stimata di circa 100 MB/s

• risoluzioni da 640×480 fino a 1024×768

• output video VGA

• supporto alla grafica chunky pixel

• blitter molto più potente rispetto alle generazioni precedenti

chipset Amiga AAA
Chipset AAA

Uno degli aspetti più interessanti del progetto era il supporto alla grafica chunky, molto più adatta allo sviluppo di videogiochi e motori grafici tridimensionali.

Fino a quel momento l’Amiga aveva utilizzato principalmente una grafica planar, molto efficiente per alcune operazioni ma più complessa da utilizzare nei giochi più moderni.

Con AAA sarebbe diventato molto più semplice sviluppare titoli complessi o portare giochi provenienti dal mondo PC.

Il progetto Hombre Amiga: il salto nel 3D accelerato

Dopo AAA, gli ingegneri Commodore iniziarono a lavorare a un progetto ancora più ambizioso: il progetto Hombre Amiga.

L’obiettivo era portare l’Amiga nel mondo della grafica 3D accelerata hardware, che all’inizio degli anni ’90 stava iniziando a diventare centrale nel settore dei videogiochi.

diagramma progetto Hombre Amiga chipset 3D

Tra le caratteristiche previste:

• pipeline grafica orientata al rendering tridimensionale

• supporto al texture mapping hardware

• gestione avanzata della memoria grafica

• architettura pensata per CPU di nuova generazione

• grafica ad alta profondità colore

Il progetto Hombre Amiga prevedeva anche il passaggio a processori RISC, abbandonando la storica famiglia Motorola 68000 che aveva accompagnato l’Amiga sin dalla sua nascita.

Quando tutto si fermò

All’inizio degli anni ’90 la situazione economica della Commodore stava peggiorando rapidamente.

Una serie di errori strategici e una gestione poco lungimirante portarono l’azienda verso una crisi sempre più difficile da gestire.

Nel 1994 la Commodore dichiarò bancarotta.

Con la chiusura dell’azienda si fermò anche lo sviluppo dei progetti AAA e Hombre, che non arrivarono mai sul mercato.

Il futuro dell’Amiga che non abbiamo mai visto

Ogni appassionato di Amiga prima o poi si è fatto la stessa domanda: come sarebbe stato un Amiga basato sull’architettura AAA?

Probabilmente non avrebbe salvato da solo la piattaforma, ma avrebbe potuto darle qualche anno in più per evolversi e restare competitiva in un mercato che stava cambiando rapidamente.

Quando oggi si accende un Amiga si capisce ancora quanto fosse particolare quella macchina.

Un computer progettato con idee molto intelligenti e soluzioni tecniche che, per molti aspetti, erano in anticipo sui tempi.

AAA e Hombre rappresentano proprio questo: il futuro dell’Amiga che non abbiamo mai avuto la possibilità di vedere.