Microsoft
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Microsoft è una delle aziende tecnologiche più importanti al mondo e, con Xbox, ha portato PC, servizi online e grandi acquisizioni dentro il mercato console.
La storia
Microsoft fu fondata il 4 aprile 1975 ad Albuquerque, New Mexico, da Bill Gates e Paul Allen. All’inizio non era una società di videogiochi, ma una piccola realtà legata al software per microcomputer, nata intorno a un interprete BASIC per l’Altair 8800. Negli anni successivi, con MS-DOS, Windows, Office e poi Internet Explorer, Microsoft divenne uno dei nomi centrali dell’informatica personale, spostando il proprio centro operativo a Redmond, nello stato di Washington. Il suo rapporto con il videogioco nacque in modo laterale, dentro la cultura PC: giochi, simulatori, strumenti di sviluppo, DirectX e Windows come piattaforma di riferimento per una parte enorme del gaming domestico.
Prima di Xbox, Microsoft era già presente nel settore attraverso il PC. Microsoft Flight Simulator, le edizioni Windows dei giochi da tavolo e di carte, Age of Empires, sviluppato da Ensemble Studios, e titoli come Midtown Madness e MechWarrior contribuirono a costruire un’identità legata a simulazione, strategia e gioco online. La svolta fu DirectX, tecnologia pensata negli anni Novanta per rendere Windows una piattaforma più adatta ai videogiochi. Attorno a DirectX nacque anche il nome Xbox: una console immaginata quasi come una “DirectX Box”, capace di portare nel salotto una parte della cultura tecnica del PC.
Xbox arrivò nel 2001 negli Stati Uniti e nel 2002 in Europa e Giappone. Era una macchina diversa dalle console giapponesi dell’epoca: grande, potente, costruita intorno a un’architettura molto vicina al PC, con hard disk interno e una forte attenzione al gioco online. Halo: Combat Evolved, sviluppato da Bungie, fu il titolo decisivo. Non solo diede identità alla console, ma dimostrò che uno sparatutto in prima persona poteva funzionare con forza anche su console domestica. Con Xbox Live, lanciato nel 2002, Microsoft rese il gioco online su console più strutturato, stabile e riconoscibile, anticipando molte abitudini che sarebbero diventate standard nella generazione successiva.
Xbox 360, uscita nel 2005, fu il momento di massimo impatto culturale del marchio. Arrivò prima di PlayStation 3, intercettò la crescita dell’HD, rese Xbox Live un servizio centrale e costruì un catalogo molto forte: Halo 3, Gears of War, Forza Motorsport, Fable II, Mass Effect, BioShock, Alan Wake, Lost Odyssey e molte produzioni multipiattaforma che trovarono sulla console Microsoft una casa naturale. In quella fase Xbox riuscì a essere percepita non solo come alternativa a Sony e Nintendo, ma come piattaforma con un’identità precisa, più occidentale, online e vicina al gusto PC. Anche il servizio Xbox Live Arcade ebbe un ruolo importante nel rilancio del gioco digitale su console, con titoli come Braid, Geometry Wars e Limbo.
La generazione Xbox One fu più complessa. Presentata nel 2013 con un messaggio troppo centrato su TV, controllo dell’usato e connessione obbligatoria, la console partì in salita e dovette correggere rapidamente la propria strategia. Sotto la guida di Phil Spencer, diventato capo di Xbox nel 2014, Microsoft spostò progressivamente il baricentro dal solo hardware a un ecosistema più ampio: retrocompatibilità, PC, cloud, Game Pass e acquisizioni di studi. Xbox Series X|S, dal 2020, ha proseguito questa direzione, meno legata alla console come oggetto unico e più alla presenza del marchio Xbox su dispositivi diversi.
Negli ultimi anni Microsoft ha rafforzato enormemente la propria posizione con acquisizioni decisive: Mojang nel 2014, ZeniMax Media nel 2021 e Activision Blizzard nel 2023, operazione completata il 13 ottobre 2023 dopo un lungo confronto con i regolatori internazionali. Con Xbox Game Studios, Bethesda e Activision Blizzard sotto la stessa area gaming, Microsoft è diventata uno dei gruppi più grandi dell’industria, proprietaria di serie come Halo, Forza, Minecraft, The Elder Scrolls, Fallout, Doom, Call of Duty, Warcraft, Diablo e Candy Crush. La sua eredità videoludica è particolare: Microsoft non nasce dal gioco, ma ha cambiato il modo in cui console, PC, servizi online, abbonamenti e grandi ecosistemi industriali si parlano tra loro.