Scheda azienda

Atari

  • Sviluppatore
  • Produttore
  • Publisher

Atari è uno dei nomi fondativi del videogioco, decisivo nell’arcade, nelle console domestiche e negli home computer tra anni ’70 e ’80.

Profilo editoriale

La storia

Atari fu fondata a Sunnyvale, in California, nel 1972 da Nolan Bushnell e Ted Dabney. Il nome veniva dal gioco del Go e indicava una situazione di minaccia strategica, quasi una dichiarazione d’intenti per un’azienda nata quando il videogioco commerciale era ancora tutto da inventare. Dopo l’esperienza di Computer Space, Bushnell e Dabney crearono Atari per produrre coin-op più semplici, immediati e adatti ai luoghi pubblici. Il primo grande risultato fu Pong, progettato da Allan Alcorn nel 1972: un’idea elementare, due racchette e una pallina, che trasformò il videogioco da curiosità tecnica a fenomeno da bar, sale giochi e cultura pop.

Negli anni Settanta Atari divenne una delle aziende più importanti dell’intrattenimento elettronico. Dopo Pong arrivarono arcade come Breakout, Night Driver, Football, Asteroids, Lunar Lander, Battlezone, Missile Command, Centipede e Tempest, titoli che contribuirono a definire il linguaggio della sala giochi: punteggi, riflessi, competizione, grafica vettoriale, controlli dedicati e un rapporto immediato tra gesto e schermo. Attorno all’azienda passarono figure decisive come Al Alcorn, Steve Jobs, Steve Wozniak, Ed Logg, Lyle Rains, Howard Scott Warshaw, Carol Shaw, Dona Bailey e molti altri. Atari era insieme laboratorio tecnico, fabbrica caotica e simbolo della California elettronica degli anni Settanta.

Nel 1976 Bushnell vendette Atari a Warner Communications, ottenendo le risorse necessarie per portare avanti il progetto che avrebbe cambiato il mercato domestico: l’Atari Video Computer System, poi noto come Atari 2600, lanciato nel 1977. La console non fu immediatamente un successo travolgente, ma esplose tra fine anni Settanta e primi Ottanta grazie alle cartucce intercambiabili e alle conversioni arcade. Space Invaders, Adventure, Missile Command, Asteroids, Yars’ Revenge, Pitfall! e molti altri titoli fecero del 2600 la macchina simbolo della prima grande età console americana. Atari impose l’idea moderna di piattaforma domestica, ma generò anche tensioni interne: la mancanza di crediti e riconoscimenti per i programmatori portò nel 1979 alla nascita di Activision, fondata da ex sviluppatori Atari e destinata a definire il concetto di publisher third-party.

Atari fu importante anche nel campo degli home computer. La linea Atari 400 e 800, introdotta nel 1979, portò nelle case macchine avanzate per grafica e audio, basate su chip custom progettati anche da Jay Miner, futuro padre dell’Amiga. Più tardi arrivarono Atari XL, XE e soprattutto Atari ST, lanciato nel 1985 sotto la guida di Jack Tramiel dopo la separazione tra Atari Games e Atari Corporation. Lo ST divenne una macchina centrale per il mercato europeo a 16 bit, amata da musicisti, grafici, programmatori e giocatori, anche grazie alla porta MIDI integrata e a un prezzo competitivo rispetto ad Amiga e Macintosh.

La storia societaria di Atari, però, fu segnata da fratture continue. Il crash americano del 1983 colpì duramente il settore console e travolse la vecchia Atari sotto Warner. Nel 1984 le attività consumer furono vendute a Jack Tramiel, già fondatore di Commodore, mentre la divisione arcade rimase separata come Atari Games. Da quel momento il nome Atari si divise tra più realtà: Atari Corporation portò avanti computer e console come 7800, Lynx e Jaguar, mentre Atari Games continuò nelle sale con titoli come Marble Madness, Gauntlet, Paperboy, RoadBlasters, Hard Drivin’ e San Francisco Rush. Nel 1996 Atari Corporation si fuse con JTS, poi il marchio passò a Hasbro Interactive nel 1998 e infine a Infogrames nel 2001; nel 2009 Infogrames adottò ufficialmente il nome Atari SA.

L’eredità di Atari è enorme e insieme malinconica. È stata l’azienda che ha portato il videogioco nelle sale, nei salotti e poi nei computer domestici, ma anche il simbolo di un’industria cresciuta troppo in fretta, capace di bruciare talenti, mercati e marchi. Per Retro-Gamers, Atari resta un nome fondamentale non perché abbia avuto una traiettoria lineare, ma perché dentro la sua storia passano quasi tutte le origini del videogioco moderno: arcade, console, home computer, third-party, crisi del mercato e nostalgia tecnologica.

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