Scheda azienda

Squaresoft

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  • Publisher

SquareSoft è stata una delle software house giapponesi più importanti dell’era 8, 16 e 32 bit, legata soprattutto alla nascita e all’evoluzione di Final Fantasy.

Profilo editoriale

La storia

SquareSoft nacque come marchio videoludico di Square, società fondata in Giappone nel 1983 da Masafumi Miyamoto come divisione software della Den-Yu-Sha, azienda di costruzioni elettriche di proprietà familiare. Nei primi anni Square pubblicò giochi per computer giapponesi come NEC PC-8801 e Fujitsu FM-7, in un mercato ancora fluido, dove piccoli team potevano sperimentare senza una separazione netta tra personal computer e console. Nel 1986 Square divenne indipendente come Square Co., Ltd. e iniziò a concentrarsi con maggiore decisione sul Famicom, cercando un’identità in un settore dominato da Nintendo, Namco, Hudson e dalle prime grandi software house giapponesi.

Il momento decisivo arrivò nel 1987 con Final Fantasy, diretto da Hironobu Sakaguchi e sviluppato per Famicom. Il titolo nacque in una fase difficile per Square e fu spesso raccontato come una sorta di ultima possibilità, anche se il mito del “gioco finale” è stato poi semplificato nel tempo. Quello che conta è il risultato: Final Fantasy diede a Square una direzione chiara, fondata su mondi fantasy, party di personaggi, crescita statistica, viaggi, melodramma e una cura audiovisiva sempre più ambiziosa. Accanto a Sakaguchi emersero figure decisive come Nobuo Uematsu per la musica, Yoshitaka Amano per l’immaginario visivo, Nasir Gebelli per la programmazione dei primi capitoli e, più avanti, Kazuko Shibuya, Hiroyuki Ito, Akitoshi Kawazu e altri autori che avrebbero definito diverse anime del JRPG Square.

Negli anni Super Famicom Square raggiunse una maturità straordinaria. Final Fantasy IV, V e VI ampliarono la narrazione del gioco di ruolo giapponese, mentre Secret of Mana, Romancing SaGa, Live A Live, Front Mission, Bahamut Lagoon e soprattutto Chrono Trigger mostrarono una casa capace di lavorare su sistemi, ritmi e registri molto diversi. La collaborazione con Nintendo fu fortissima, ma non esclusiva sul piano creativo: Square divenne un laboratorio del JRPG, dove design, musica, pixel art e racconto cercavano continuamente forme più espressive. In quella stagione pesarono anche autori come Tetsuya Takahashi, Yasunori Mitsuda, Tetsuya Nomura e Yoshinori Kitase, destinati a diventare centrali nella fase successiva.

La rottura simbolica arrivò con il passaggio a PlayStation. Square scelse il CD-ROM di Sony per Final Fantasy VII, pubblicato nel 1997, lasciando Nintendo 64 e le sue cartucce. Fu una svolta enorme: filmati in computer grafica, ambientazioni cyberpunk, marketing globale e un protagonista come Cloud Strife portarono il JRPG a un pubblico internazionale molto più ampio. Da quel momento SquareSoft divenne uno dei marchi chiave dell’era PlayStation, con Final Fantasy VIII, Final Fantasy IX, Final Fantasy Tactics, Xenogears, Parasite Eve, Brave Fencer Musashi, Vagrant Story, Chrono Cross e Threads of Fate. Non tutti i progetti ebbero lo stesso successo commerciale, ma il periodo resta uno dei più creativi della storia del videogioco giapponese.

All’inizio degli anni Duemila Square attraversò una fase più fragile. Il film Final Fantasy: The Spirits Within, uscito nel 2001, fu un investimento enorme e un fallimento commerciale pesante, contribuendo a indebolire la società. Nello stesso periodo arrivarono Final Fantasy X, primo capitolo principale su PlayStation 2, Final Fantasy XI come MMORPG, e Kingdom Hearts, nato dalla collaborazione con Disney e diretto da Tetsuya Nomura. Nel 2003 Square si fuse con Enix, storica rivale nel campo dei giochi di ruolo grazie a Dragon Quest, dando vita a Square Enix. La fine di SquareSoft come entità autonoma chiuse una stagione irripetibile: quella di uno studio che aveva trasformato il JRPG da genere di nicchia giapponese a linguaggio globale, unendo tecnologia, musica, melodramma e ambizione visiva con una forza raramente eguagliata.

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