Sharp
- Produttore
Sharp è una storica azienda giapponese di elettronica, importante anche per il retro-gaming grazie a computer come X1 e X68000 e a hardware come il Twin Famicom.
La storia
Sharp nacque in Giappone nel 1912, fondata da Tokuji Hayakawa. Il nome dell’azienda deriva dalla “Ever-Sharp Pencil”, una matita meccanica inventata dallo stesso Hayakawa e diventata uno dei primi successi commerciali della società. Dopo il terremoto del Kantō del 1923, l’azienda si spostò progressivamente verso Osaka e ricostruì la propria attività puntando sull’elettronica, prima con radio e apparecchi domestici, poi con televisori, calcolatrici, semiconduttori, display LCD e prodotti informatici. Nel secondo dopoguerra Sharp divenne uno dei grandi nomi dell’elettronica giapponese, accanto a Sony, Panasonic, Toshiba, NEC e Hitachi.
Nel campo videoludico, Sharp non va letta come una software house, ma come produttore hardware e tecnologico. La sua importanza passa soprattutto attraverso i computer domestici giapponesi. La serie MZ, avviata alla fine degli anni Settanta, rappresentò uno dei primi tentativi di portare il personal computing nelle case e nelle scuole giapponesi. A inizio anni Ottanta arrivò la linea X1, basata su CPU Zilog Z80 e pensata per competere nel mercato degli home computer giapponesi contro NEC PC-8801, Fujitsu FM-7 e MSX. L’X1 ebbe una scena software interessante e ospitò molti giochi, conversioni e produzioni pensate per il pubblico nipponico.
Il nome Sharp, però, è legato soprattutto allo X68000, lanciato nel 1987. Basato su Motorola 68000, dotato di capacità grafiche e sonore molto avanzate per il mercato domestico e venduto in un case verticale a doppia torre diventato iconico, lo X68000 fu una delle macchine più desiderate dagli appassionati giapponesi. Non era un computer economico né pensato per il grande pubblico internazionale, ma offriva un ambiente straordinariamente vicino alla cultura arcade. Le conversioni di giochi Capcom, Konami, Namco, Taito, SEGA e altri publisher contribuirono a costruirne il mito: Gradius, Final Fight, Street Fighter II, Daimakaimura, Akumajō Dracula, Parodius Da!, R-Type e molti altri titoli mostrarono una fedeltà rarissima rispetto alle versioni da sala.
Sharp ebbe anche un ruolo curioso nel rapporto con Nintendo. Il Twin Famicom, prodotto nel 1986, univa in un solo apparecchio Famicom e Famicom Disk System, offrendo una soluzione elegante e compatta per il mercato giapponese. Più tardi, Sharp produsse anche televisori con hardware Nintendo integrato, come il C1 NES TV e lo SF1 Super Famicom TV, oggetti oggi molto ricercati dai collezionisti. Questi prodotti mostrano bene la posizione di Sharp: non proprietaria delle grandi serie Nintendo, ma partner hardware capace di trasformare console e computer in oggetti particolari, spesso più raffinati o insoliti rispetto ai modelli standard.
Negli anni Novanta e Duemila Sharp continuò a essere soprattutto un gigante dell’elettronica di consumo e dei display, più che un protagonista diretto del videogioco. La sua memoria retro-gaming resta però fortissima in Giappone e tra gli appassionati internazionali più attenti. X1 e soprattutto X68000 rappresentano un lato diverso della storia dei videogiochi: non la console di massa, non il computer europeo da cameretta, ma una macchina giapponese costosa, potente, vicina alle sale giochi e alla cultura tecnica locale. Per Retro-Gamers, Sharp è questo: il produttore che portò a casa un pezzo del sogno arcade giapponese.