Scheda azienda

Codemasters

  • Sviluppatore
  • Publisher

Codemasters è una storica azienda britannica, nata nell’era degli home computer e diventata celebre per Dizzy, Micro Machines e i grandi racing game.

Profilo editoriale

La storia

Codemasters nacque nel Regno Unito nel 1986, fondata dai fratelli David e Richard Darling dopo le prime esperienze di sviluppo per Mastertronic. La società fu creata con il supporto della famiglia Darling e si inserì perfettamente nel mercato britannico degli home computer, dove ZX Spectrum, Commodore 64, Amstrad CPC e poi Amiga e Atari ST alimentavano una scena rapidissima, economica e molto competitiva. Il primo grande successo fu BMX Simulator, pubblicato nel 1986, titolo semplice ma efficace che definì subito una parte dell’identità iniziale dell’azienda: giochi accessibili, prezzo contenuto, forte presenza nei negozi e capacità di parlare al pubblico giovane.

Il periodo 8 bit di Codemasters fu dominato dal software budget e da una produzione molto ampia. Il nome più importante di questa fase fu Dizzy, creato dagli Oliver Twins. Con il suo protagonista a forma di uovo, le avventure di Dizzy unirono platform, enigmi, oggetti da raccogliere e un tono fiabesco immediatamente riconoscibile. Treasure Island Dizzy, Fantasy World Dizzy, Magicland Dizzy e Fantastic Dizzy trasformarono il personaggio in una piccola icona del videogioco britannico. Attorno a lui, Codemasters pubblicò titoli come Grand Prix Simulator, Professional Ski Simulator, Super Robin Hood, Kwik Snax e molte produzioni pensate per un mercato in cui il prezzo basso non significava necessariamente mancanza di personalità.

Alla fine degli anni Ottanta e nei primi Novanta Codemasters dimostrò anche una notevole aggressività commerciale. Il Game Genie, dispositivo per modificare i giochi su console, portò l’azienda in uno scontro legale con Nintendo negli Stati Uniti, diventando uno dei prodotti più noti della sua storia extra-software. Nel frattempo, Codemasters iniziò a muoversi con più decisione su console e 16 bit, pubblicando giochi per NES, Mega Drive, Game Boy, Amiga, Atari ST e PC. Micro Machines, sviluppato con Supersonic Software e pubblicato nel 1991, divenne uno dei titoli più amati del periodo: corse viste dall’alto, piste ambientate su tavoli, vasche, scrivanie e pavimenti domestici, multiplayer immediato e una velocità perfetta per le sfide da divano.

Negli anni Novanta l’azienda iniziò a spostare il proprio centro verso il racing. TOCA Touring Car Championship, uscito nel 1997, portò nel videogioco il campionato britannico turismo con una fisica più credibile e una forte identità televisiva. Colin McRae Rally, pubblicato nel 1998, fu il punto di svolta: sviluppato con il nome e la consulenza del pilota scozzese, rese il rally accessibile ma tecnico, con tracciati stretti, superfici diverse e una sensazione di guida molto più moderna rispetto a molti concorrenti. Da lì nacquero una linea sportiva sempre più riconoscibile e, più avanti, serie come DiRT, GRID e i giochi ufficiali di Formula 1, che avrebbero definito Codemasters come uno dei grandi specialisti mondiali del racing game.

Codemasters non fu però solo corse. Pubblicò anche Operation Flashpoint: Cold War Crisis, sviluppato da Bohemia Interactive, titolo fondamentale per il realismo militare su PC, e lavorò su serie come Overlord, Brian Lara Cricket e LMA Manager. Nel 1999 acquisì Sensible Software, portando nel proprio catalogo uno dei nomi più importanti della scena Amiga britannica. Questa fase mostrò una società ormai molto diversa dalla casa del budget software: più grande, più internazionale, più vicina al mercato console e PC moderno, ma ancora legata a un’idea britannica di immediatezza, competizione e gioco accessibile.

Nel 2021 Codemasters fu acquisita da Electronic Arts, dopo una contesa che aveva coinvolto anche Take-Two Interactive. L’operazione portò la società dentro EA Sports e rafforzò la posizione di Electronic Arts nel mercato dei racing game, soprattutto grazie a Formula 1, DiRT, GRID e Project CARS. L’eredità di Codemasters resta quella di un’azienda capace di attraversare quasi tutta la storia moderna del videogioco britannico: dai giochi economici su cassetta alle console, dalle mascotte 8 bit ai simulatori di guida, dal divano di Micro Machines ai campionati ufficiali di Formula 1.

Persone

Creator collegati