Profilo autore
Domenico Davide Pappalardo: catanese, classe ’76, vive in pieno l’ondata di informatizzazione degli anni ‘80 e ‘90, con l’avvento degli home-computer, i primi modem, le BBS, e frequenta la scena informatica “controculturale” che in quegli anni a Catania è particolarmente fervida (FreakNet Medialab, ecc.). Parallelamente, grazie anche a movimenti come il Cyberpunk, sviluppa l’amore per la letteratura e il cinema. Si laurea nel 2002 in Lingue e Letterature straniere nell’ateneo della sua città, con una tesi sull’arte elettronica e la computer demoscene. Dopo la laurea comincia a scrivere per il cinema: finalista al Premio Solinas 2001 e 2002, menzione speciale al B.A. Film Festival 2004, vincitore al Calabria Film Festival 2008. Esordisce come sceneggiatore col lungometraggio Le cose in te nascoste che a fine 2008 debutta nelle sale italiane. Nel 2012 e nel 2013 è vincitore al Premio Solinas della Borsa Sbarigia. Come narratore, col romanzo Tappeto Verde è finalista nel 2012 al Premio RAI La Giara e segnalato nel 2017 al Premio Calvino. Dal 2006 insegna cinema presso diverse facoltà e dipartimenti dell’Università di Catania. Appassionato videogiocatore, è un fervente sostenitore della sua rilevanza artistica e culturale. L’amore per il retro computing, il retro gaming, la storia dell’informatica, il gaming, l’informatica controculturale, innerva anche parte della sua produzione letteraria e poetica. È presente nelle raccolte collettive di narrativa e poesia Versi diversi (Catania, ap, 2006), Raudi (Catania, ap, 2010), A Dark Way of Sicily (Catania, Il glomerulo di sale, 2024), e nell’antologia Contemporary Sicilian Poetry (New York, Italica Press, 2023). Come saggista pubblica Spettacolo e cura (Roma, Alpes Italia, 2018).