X-Men VS Street Fighter

CapCom – 1996 – Arcade

X-Men VS Street Fighter

Nel settore dell’intrattenimento culturale il termine “crossover” sta ad indicare uno stratagemma nato con fini subdolamente commerciali che, per tutta una serie di motivi intrinseci alla sua natura, ha sempre suscitato notevole interesse.
Parliamoci chiaro: vedere interagire nello stesso piano di realtà personaggi appartenenti a differenti saghe e universi narrativi ha certamente una sua indiscutibile attrattiva, tanto da far scattare nel fruitore finale del prodotto una fascinazione destinata il più delle volte a sfociare in vera e propria attrazione fatale.
Insomma, scopo raggiunto: il nerd disadattato era bello che fottuto…

Crossover tra supereroi

Nel contesto videoludico inerente il rampante genere dei ‘VS Fighting’ games fu SNK a far scoccare la scintilla, prima introducendo Ryo Sakazaki, il protagonista di Art of Fighting, come ‘special guest’ in Fatal Fury Special, e poi realizzando il vero iniziatore del fenomeno, vale a dire The King of Fighters ‘94, capostipite di una saga che nel corso degli anni diventerà un successo di portata planetaria. 

Parallelamente, anche la collega Capcom iniziava a testare queste ‘contaminazioni’, prima con il timido inserimento di Akuma e Anita rispettivamente in X-Men: Children of the Atom e nel successivo Marvel Super Heroes in qualità di personaggi segreti; poi con più vigore in Street Fighter Alpha e Alpha 2, dove Ryu e soci incontravano i ceffi di Final Fight, e ancora nel simpatico Super Puzzle Fighter II Turbo, parodia super-deformed di Super Street Fighter II Turbo in forma di ‘Puzzle game’, che univa alcuni dei protagonisti della saga di Street Fighter II con quelli di Darkstalkers: questi esperimenti piacevano ai fans, e il tutto faceva presagire a qualcosa di ancora più mitico…
Ed ecco che nel Settembre ‘96 esordisce su scheda “CP System II” il primo ‘sconvolgente’ crossover tra i supereroi mutanti della Marvel Comics e i mitici ‘street fighters’ di casa Capcom!
Personalmente ho sempre provato una pacata avversione e un certo disagio nel rapportarmi ai vari crossover che uniscono i più famosi esponenti di queste due importanti case, e questo per via di un’esagerata quanto forzata snaturazione nel modo di concepire la tradizionale filosofia ludica che sta alla base di un picchiaduro ad incontri di stampo classico.

X-Men VS Street Fighter

Alla scoperta di un VS

Evitando per ora di tirare in ballo i successivi titoli che tratteremo a tempo debito, concentriamoci su questo capostipite del fortunato filone inaugurato da Capcom conosciuto come “Versus series”. 
Per i pochi che ancora non lo conoscessero, X-Men vs. Street Fighter è un gioco casinista condito da quell’indole supereroistica e sbruffona tipicamente yankee. Le due precedenti licenze Marvel gestite da Capcom si erano concretizzate in picchiaduro dove la frenesia e la spettacolarità dei match la facevano sì da padrone, ma in un modo tutto sommato piacevole e ben calibrato: X-Men vs. Street Fighter sfora invece la soglia di quell’equilibrio, dando alle masse un primo assaggio di quella intollerabile confusione di immagini e suoni a cui, nel ‘96, non si era ancora abituati… e a cui io personalmente non mi sono mai abituato.
Fracasso, frenesia esasperata, salti alti fino a dieci metri, forza di gravità quasi inesistente, esplosioni, colpi speciali degni del peggior episodio “Dragon Ball”… dio che bordello! 

Guardando X-Men vs. Street Fighter sembra di trovarsi davanti ad una evoluzione dei famosi bootleg di Street Fighter II’: Champion Edition, ed effettivamente non siamo poi così lontani dallo stato reale delle cose, poiché è piuttosto palese che quei giochi pirata abbiano influito sull’ispirazione che sta dietro a questo ‘crossover’ e seguiti.
Ok, con questo il mio punto di vista è stato chiaramente espresso, tuttavia è giusto e doveroso trattare il gioco con una certa obiettività perché, gusti personali a parte, sono molti gli aspetti positivi presenti nel titolo Capcom. Quando X-Men vs. Street Fighter colpì la scena arcade creò, come ovvio che sia, un certo fermento: i mutanti della Marvel si scontravano con i leggendari combattenti Capcom in sfide che proponevano un modo nuovo di concepire i match, tramite l’introduzione di un “Tag Team System” che permetteva di scegliere una squadra composta da due fighters liberamente intercambiabili in qualsiasi momento della battaglia. E poi tutti quei lottatori urlanti ed incazzati promettevano davvero bene… si respirava insomma una certa epicità.

X-Men VS Street Fighter

Lottatori carismatici

La presentazione del gioco è ottima, e quello che si vede mette subito una gran voglia di giocare: colori vivaci e sgargianti, musiche coinvolgenti e dinamiche, ottimi artworks e un roster non così enorme ma tutto sommato abbastanza impressionante: Cyclops, Wolverine, Storm, Magneto, Juggernaut, Rouge, Gambit e Sabretooth formano la fazione Marvel, mentre Ryu, Ken, Chun-Li, Charlie, Dhalsim, Zangief, Cammy e M. Bison sono i componenti dello squadrone Capcom.
Gli X-Men protagonisti provengono direttamente dai precedenti X-Men: Children of the Atom e Marvel Super Heroes, ai quali si aggiungono per l’occasione Rouge, Gambit e Sabretooth. 

Per quanto riguarda i lottatori di Street Fighter, il loro design è basato su Street Fighter Alpha 2 e le loro mosse speciali sono per l’occasione potenziate e spettacolarizzate per meglio adattarsi alle ‘dimensioni’ e alle atmosfere supereroistiche dei giochi Marvel. 
I backgrounds dei vari stage di gioco sono un piacevole tripudio di colori vivi ed intensi e, benché risultino meno ispirati se paragonati a quelli di Marvel Super Heroes, mantengono pur sempre coesione e una buona attenzione nel dettaglio, dando risalto agli sprites dei carismatici lottatori che si muovono su schermo con animazioni fluide e curate. 

Riguardo il comparto audio, i temi portanti sono un arrangiamento di vecchie sonorità già ascoltate in precedenza, con le uniche eccezioni dei nuovi e piacevoli pezzi di Rogue, Sabretooth e Gambit… peccato però che saremo talmente (s)travolti dal ritmo serrato dei match e dal tripudio di effetti sonori generati dal concatenarsi delle lunghe e devastanti combo, che spesso manco sentiremo le musiche di sottofondo…
La ciliegina sulla torta, in grado di donare quel tocco di autenticità in più al game, è che le voci degli X-Men sono le stesse della popolare serie animata degli anni ‘90! 
Questo è un aspetto che darà gioia dei fan Marvel, i quali rimarranno sicuramente soddisfatti nel sentire i propri eroi ‘parlare’ con la loro voce originale.

X-Men VS Street Fighter

Unico round

Il sistema di gioco proposto nel qui trattato X-Men vs. Street Fighter riprende le caratteristiche salienti di X-Men: Children of the Atom, Marvel Super Heroes e Street Fighter Alpha 2, a cui aggiunge, come prima accennato, la caratteristica del “Tag Team System”. 
In questo crossover le sfide non sono infatti strutturate su canonici match divisi in due-tre rounds, bensì consistono ora in un unico lungo round, nel corso del quale i due team dovranno darsi feroce battaglia. 
Il giocatore controlla un lottatore per volta, nel frattempo l’altro ‘riposa’ fuori schermo. 
Il partner può essere richiamato in qualsiasi momento dell’incontro premendo i tasti di pugno e calcio potente, azione questa che attiva il “Variable Attack”: il compagno di squadra piomberà improvvisamente nel match con un attacco volante seguito da una veloce provocazione. Da tenere inoltre presente che mentre il lottatore al momento attivo è impegnato in combattimento, l’altro fuori schermo è in grado di recuperare una porzione di energia vitale. 
Se un lottatore viene sconfitto, la staffetta passerà automaticamente al partner, e il round ha termine quando entrambi i membri del team vanno Ko, o se il timer arriva a zero. 
Semplice, no? 
Oltre al ‘Variable Attack’, il gioco propone altri due metodi per richiamare in battaglia il proprio compagno: uno è il ‘Variable Counter’, che al costo di un livello di carica della Super Meter permette al partner di effettuare un contrattacco immediatamente dopo che il lottatore attivo blocca un colpo avversario; l’altro è la ‘Variable Combination’, con la quale entrambi i lottatori sono presenti su schermo per poter eseguire contemporaneamente due ‘Hyper Combo’ al costo di due livelli della Super Meter. 

X-Men VS Street Fighter

SNK

L’impatto generato da questo “Tag Team System” fu notevole: la caratteristica era del tutto nuova e apriva la strada a nuove strategie di lotta… 
Peccato che, a mio avviso, il fin troppo caotico e frenetico gameplay infarcito com’era di ‘super jumps’, esplosioni e mega combo, abbia smorzato le possibilità di un approccio più meditato e ragionato a questo particolare ed interessante sistema. 

A riguardo farà meglio SNK che proprio in quello stesso anno inserirà il “Tag Team System” nel notevole Kizuna Encounter: qui il ‘Change’ era infatti possibile solo in una apposita ‘Tag Area’, inoltre bastava che uno solo dei membri del team andasse Ko per perdere l’incontro. Due soltanto sono state le trasposizioni domestiche di X-Men vs. Street Fighter: una realizzata per Sega Saturn sul finire del Novembre ‘97 per il solo mercato del Sol Levante, l’altra per Sony PlayStation uscita nel corso del ‘98 in Giappone, Nord America ed Europa… E indovinate un po’? Ancora una volta il miglior porting è quello realizzato per la console Sega, due spanne sopra alla controparte Sony, e quindi assolutamente preferibile. 
A causa dei limiti di memoria RAM della PlayStation, l’adattamento per la console Sony è infatti palesemente inferiore all’arcade, sia sotto il profilo grafico che di gameplay: oltre a soffrire di lunghi caricamenti e di pesanti rallentamenti, il gioco vede la rimozione di parecchi frames di animazione e omette quasi del tutto il ‘Tag Team System’, che era in pratica una delle maggiori attrattive del coin-op appianando il tutto a canonici match 1 vs 1, con la sola possibilità di richiamare il partner solo per un breve attacco di supporto. 
Grazie all’inserimento di un apposito codice è però possibile sbloccare una versione limitata del ‘Tag Team’, disponibile nel solo ‘VS mode’ a patto che entrambi i giocatori usino un clone del proprio avversario come rispettivo partner. Più semplicemente: se il primo giocatore sta controllando Ryu e il suo avversario è Cyclops, allora il suo compagno di squadra dovrà necessariamente essere Cyclops e quello dell’avversario Ryu… 

Insomma avete capito, una cosa davvero molto limitata ed insensata. 
Se siete quindi i ‘felici’ possessori di questa versione, sappiate che quello che avete in mano non è il vero X-Men vs. Street Fighter. 
Per assaporare come si deve le frenetiche emozioni del coin-op originale bisogna necessariamente procurarsi un bel Saturn: il porting per la console Sega è in pratica un ‘Arcade Perfect’ ottenuto grazie al supporto della preziosa cartuccia di espansione memoria da 4 MB (venduta in bundle con il gioco) che, oltre ad annullare del tutto i rallentamenti presenti nella versione PlayStation, conserva tutti i frames di animazione e l’originale ‘Tag Team System’. Esistente solo in edizione giapponese, il gioco non ha avuto una release per il mercato americano a causa delle basse vendite del Saturn in territorio statunitense. 
Era invece inizialmente prevista un’edizione europea da realizzarsi in bundle con la cartuccia di espansione memoria, tuttavia Sega e Capcom accantonarono il progetto all’ultimo minuto.

X-Men VS Street Fighter

In definitiva: ci sono cose belle e carine in X-Men vs. Street Fighter, ma tutta questa violenza grafica infarcita di esagerazioni e mirabolanti effetti speciali, sembra che sia messa lì per nascondere e colmare una certa superficialità di carattere e intenzioni, in una manovra fatta chiaramente per accalappiarsi una platea di utenza più ampia e meno pretenziosa in fatto di gameplay. Ad ogni modo, la strada era stata tracciata, e l’anno successivo toccherà a Marvel Super Heroes vs. Street Fighter apparire sulla scena: praticamente un copia e incolla del titolo qui esaminato con l’aggiunta di altri supereroi Marvel e ulteriori soggetti Capcom; quindi più o meno la stessa zuppa, che sarà comunque assai gradita ai cultori delle lotte ‘fracassone’…

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