Super Street Fighter II – The New Challengers

CP System II – 1993 – CapCom – Arcade

Super Street Fighter II - The New Challengers

Nel biennio ‘92 / ‘93 il panorama dei ‘VS Fighting’ games iniziava a farsi davvero interessante e competitivo: società come SNK, ADK, Sega e Midway vollero dire la loro in materia di ‘picchiaduro ad incontri’, e parecchi dei titoli realizzati in quel periodo avevano tutte le carte in regola per confrontarsi più che dignitosamente con il blasonato Street Fighter II, arrivato in quel periodo alla sua frenetica edizione Hyper Fighting.

A questo punto Capcom, tutt’altro che intenzionata a cedere lo scettro del potere a chicchessia, decide di mandare in pre-pensionamento la sua ‘obsoleta’ scheda ‘CP System’ e di realizzarne una più potente. Detto fatto: la nuova e fiammeggiante ‘CP System II’ è pronta per l’uso, e quale miglior modo di inaugurarla se non proponendo un nuovo e rampante update del suo franchise di punta?

Aggiornamento vincente

Ed ecco che Super Street Fighter II: The New Challengers, ossia il terzo aggiornamento ufficiale della serie, vede la luce nel Settembre 1993 su hardware ‘CP System II’.
Ovviamente, anche questa volta, la mossa di Capcom si rivela vincente. Alla sua uscita Super Street Fighter II venne infatti accolto molto bene dal pubblico: il gioco era una spanna sopra i suoi concorrenti, e divenne uno dei più grandi successi arcade del periodo.

Effettivamente, vedendo la innovativa e poderosa ‘opening intro’ con protagonista un granitico Ryu pronto a scagliare il suo ‘Hadoken’ verso di noi, intuiamo che lo scopo dell’azienda di Osaka è, ancora una volta, quello di sorprendere. 
Invero, il gioco è davvero impressionante, e sono molte le caratteristiche che lo differenziano dai predecessori nati su semplice hardware ‘CP System’.

Super Street Fighter II - The New Challengers

Inediti

In questo notevole aggiornamento assistiamo al ritorno di tutti e dodici i lottatori delle precedenti edizioni, i quali godono di nuovi artworks, nuove animazioni, mosse rivedute e perfezionate. Alcuni di loro sfoderano anche inedite ‘special moves’: Blanka può eseguire il ‘Beast Leap’, Vega il ‘Claw Thrust’ e M. Bison il ‘Flying Pshyco Fist’… e ancora, il ‘Red Hadoken’ di Ryu e Ken, famoso glitch delle precedenti edizioni, diventa ora una vera e propria mossa speciale di Ryu in aggiunta al suo normale ‘Hadoken’; Ken ottiene invece un potenziamento del suo ‘Shoryuken’ che, se eseguito con il pugno potente, diventa infuocato… vera libidine! 
Gli stage di gioco vengono parzialmente ridisegnati con l’aggiunta di nuove colorazioni, risultando ora molto più puliti e dettagliati di prima, i vecchi temi musicali godono di nuovi e pregevoli arrangiamenti, ci sono nuovi effetti sonori e i lottatori hanno una loro personale voce: alcune di queste però, come per esempio quella di Guile e dell’annunciatore, non sono affatto azzeccate, ed inserite in questo quadro di eccellenza, finiscono per suonare abbastanza ridicole. 
Super Street Fighter II propone inoltre una tavolozza di colori quadruplicata, arrivando a ben otto opzioni di scelta per ogni lottatore: è possibile selezionare il colore originale, quello ‘alternativo’ di Champion Edition e Hyper Fighting, e altre cinque nuove gamme inserite appositamente per l’occasione. Alle classiche animazioni di ‘stelle’ e ‘pulcini’ – che evidenziano la durata dello stato di stordimento nel quale si ritrova un lottatore dopo aver preso una serie continua di botte – ne vengono proposte altre due: ‘angeli’ e ‘La Morte’. 
Gli ‘angeli’ evidenziano uno stordimento dal quale è possibile uscire velocemente, mentre ‘La Morte’ uno dal quale è difficile riprendersi. 
Anche le ‘endings’ subiscono delle revisioni, e i quattro ‘Grand Masters’ ne ricevono finalmente una tutta nuova e ben distinta per ognuno di loro.

16 lottatori

Ma non è finita! 
Sì, perché Super Street Fighter II aggiunge al roster ben quattro personaggi inediti: il colossale nativo-americano T. Hawk, l’attore marziale cinese Fei Long, il musicista e ballerino jamaicano Dee Jay, e infine Cammy, un’agente dei Servizi Segreti Britannici tanto sensuale quanto letale. 
Ognuno di questi lottatori ha naturalmente un proprio e originale stage di appartenenza con rispettivo tema musicale: menzione particolare meritano il pregevole e dettagliatissimo quadro inglese di Cammy con la sua bellissima aurora boreale, e quello hongkongese di Fei Long, i quali si distinguono per la ricercata qualità grafica e per i coinvolgenti e suggestivi temi sonori… una vera e propria festa dei sensi!

L’aggiunta di questi personaggi porta quindi a sedici il numero di lottatori liberamente selezionabili, ma nonostante ciò, l’ammontare degli avversari da sfidare in modalità ‘single player’ rimane uguale alle ultime due edizioni: per vincere la competizione è necessario infatti affrontare otto lottatori random, e infine i quattro ‘Grand Masters’.

Super Street Fighter II - The New Challengers

Una combo per una vittoria

In Super Street Fighter II il livello di difficoltà subisce una riduzione rispetto a Hyper Fighting, così come la velocità di gioco, la quale viene settata ad un ritmo appena appena superiore a quella di Champion Edition. Come nelle precedenti edizioni, il gioco visualizza una ‘speciale’ sequenza dei crediti finali solo se il giocatore riesce a completare il Torneo senza perdere neppure un match: questa nuova sequenza mostra i lottatori eseguire mosse in ‘slow motion’, per poi apparire tutti quanti insieme in una foto finale di gruppo.
Parlando di gameplay, Super Street Fighter II offre uno ‘scoring system’ che valorizza performance come ‘combo’, ‘first attacks’, ‘reversals’ e ‘recoveries’, ricompensate con punti bonus quando realizzate.

Ok, le ‘combo’ sappiamo tutti cosa sono, ma ‘first attack’, ‘recovery’ e ‘reversal attack’ in cosa consistono? Semplice: il ‘first attack’ è il primo colpo messo a segno nel corso dell’incontro, la ‘recovery’ è la capacità/fortuna di uscire dallo stato di stordimento prima che l’avversario riesca nuovamente a colpirci; il ‘reversal attack’, infine, è un contrattacco immediato (sotto forma di mossa speciale) che può essere messo a segno nel primo frame possibile dopo una ripresa veloce dovuta ad un atterramento, dopo il ridestarsi da una fase di stordimento, dopo una parata, o in seguito ad un atterraggio conseguente ad un colpo a mezz’aria. 
Lo ‘Shoryuken’, per esempio, è una delle mosse più popolari da usare come ‘reversal’.

Pronti per il torneo?

Capcom rilasciò una versione speciale del gioco sotto forma di ‘torneo multiplayer’, realizzata sempre per il mercato arcade in quell’anno ‘93. 
Questo ‘esperimento’, conosciuto con il titolo di Super Street Fighter II: The Tournament Battle, è in pratica una modalità torneo che permette fino ad otto players di giocare contemporaneamente, e questo linkando insieme quattro cabinati di Super Street Fighter II: The New Challengers. 

Il Torneo consiste in una serie di quattro match simultanei disposti in tre fasi: eliminatorie, semifinali e finali. Dopo la conclusione della prima fase, i giocatori si riorganizzano in base alla loro posizione: i vincitori vanno a disporsi in uno dei primi due cabinati, i perdenti invece in uno degli altri due. Nelle fasi finali, i giocatori in competizione per il primo posto vanno sul primo cabinato, quelli per il terzo posto sul secondo, e così via. Questo continuo spostamento tra i quattro cabinati è quindi un valido motivo che giustifica gli  otto diversi colori disponibili per ogni personaggio: in The Tournament Battle infatti, i giocatori possono ‘tenere d’occhio’ il rispettivo lottatore ricordandone il colore. 
Cosa questa utilissima soprattutto nel caso tutti i partecipanti scegliessero lo stesso personaggio!
The Tournament Battle non aggiunge nessun nuovo lottatore né nuove mosse, tuttavia propone piccole variazioni della sequenza introduttiva e qualche altra nuova schermata con i grafici e classifiche del torneo.

Super Street Fighter II - The New Challengers

Versioni quasi identiche

Conversioni di Super Street Fighter II: The New Challengers arrivano puntualmente sui più importanti sistemi domestici del periodo, e i primi a ricevere il porting sono ovviamente i due ‘dominatori del mercato’, vale a dire i 16 bit di Nintendo e Sega, le cui versioni vengono realizzate simultaneamente nel Giugno 1994 in Giappone, e ad Agosto in Nord America ed Europa. Nonostante si riscontrino notevoli differenze tecniche tra il porting per la console Nintendo e quello per la console Sega, in termini di contenuti e opzioni di gioco le due versioni sono quasi identiche. 
La versione per Super Nes, realizzata su una cartuccia da 32 Megabit di memoria, si rivela essere, ancora una volta, un piccolo prodigio: nonostante i limiti dell’hardware, i programmatori riescono nell’intento di inserire quasi tutto il coin-op nella piccola cartuccia del miracoloso 16 bit Nintendo. Il risultato è stupefacente e questo terzo appuntamento di Street Fighter II su Super Nes si trasforma ancora una volta in un grande successo. 

Una nota interessante da citare è che, nella versione americana del gioco, il sangue presente nei ritratti dei lottatori malmenati è rimosso e sostituito con un più casto e meno impressionabile ‘sudore’, e questo a causa della rigida politica di censura abbracciata in quegli anni dalla divisione americana di Nintendo. 
Nonostante i suoi 40 Megabit di memoria, la versione realizzata per Sega Mega Drive è palesemente inferiore alla controparte per Super Nes,sia sotto l’aspetto audio, sia sotto quello grafico. Gli sprites sono ben disegnati e animati in maniera abbastanza fluida, ma i colori e la definizione dei fondali non si sprecano. Idem per il sonoro, decisamente l’aspetto peggiore del gioco. 
Tuttavia la versione Sega ha un interessante extra: nel menù delle opzioni è possibile scegliere se giocare la principale modalità arcade in “Normal Mode” o “Expert Mode”: ‘Normal’ offre la sfida contro dodici lottatori inclusi i boss, e permette di partecipare ai ‘bonus stages’; ‘Expert’ permette invece di affrontare tutti e sedici gli avversari, rimuovendo però i ‘bonus stages’. 
Un sorta di modalità ‘Tournament Battle’ è inclusa come opzione di gioco in entrambi i port, ma a differenza dell’omonima versione arcade, qui per ovvi motivi è possibile giocare un solo match alla volta. 
Conversioni di Super Street Fighter II arrivano anche sui computer Sharp X68000 e Fujitsu FM Towns, rispettivamente nel Settembre e nell’Ottobre 1994 e solo per il mercato nipponico Salvo qualche rara omissione, l’aspetto prettamente grafico dell’edizione X68000 resta molto fedele all’arcade; il sonoro invece, a causa della mancanza dei processi audio specifici dell’hardware ‘CP System II’, subisce un arrangiamento (seppur davvero notevole) sfruttando il chip audio Yamaha della macchina Sharp. 

Come per la precedente versione Champion Edition, il gioco include un adattatore che permette di poter utilizzare la versione Super Famicom / Sega Mega Drive del “Capcom Power Stick Fighter”.
Anche il port per il computer di Fujitsu, nonostante l’assenza degli originali effetti di parallasse, gode di un impianto grafico molto fedele all’arcade, e l’audio ‘Q-Sound’ della scheda ‘CP System II’ è qui riprodotto fedelmente in un pregevole arrangiamento della colonna sonora.

Il port offre inoltre un’opzione di ‘Color Edit’ che permette al giocatore di alterare la tavolozza colori di ogni personaggio. Come già per l’X68000, anche questo porting include un adattatore per poter utilizzare il ‘Capcom Power Stick Fighter’.

La brutta versione per i sistemi Amiga, pubblicata dalla solita U.S. Gold e realizzata da Freestyle, esce in Europa nel 1995… Meglio la versione per i PC MS-DOS, pubblicata da Capcom e realizzata da Rozner Labs nel 1996. 
La particolarità delle due edizioni Amiga e PC è che non sono porting dell’arcade, bensì porting dell’edizione Super Nes. Infine, nel 1997, l’originale arcade approda anche sulle console Sega Saturn e Sony PlayStation, inserito nella preziosa “Street Fighter Collection”.

Super Street Fighter II - The New Challengers

In conclusione

L’aggiunta di quattro nuovi lottatori, il solido gameplay e la notevole realizzazione tecnica, fanno di questo Super Street Fighter II: The New Challengers un episodio memorabile, nonché importante monumento del genere ‘VS Fighting’ di prima metà anni ‘90. Tuttavia Capcom non aveva ancora esaurito i proiettili in canna, e il quarto ed ultimo update della serie era in procinto di uscire da lì a pochi mesi…

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