Street Fighter

Street Fighter – Capcom (1987) – Arcade

Amici di Retro-Gamers vi portiamo nel mondo dei ‘VS Fighting’ games, con “Street Fighter”. Senza dubbio uno dei generi più amati della storia dei videogiochi!

immagine schermata

Se i primissimi ‘pestaggi elettronici’ di stampo arcade avvennero inizialmente sotto forma di rudimentali incontri di boxe, per poi proseguire con i duelli di spada, è nel 1984 che le due software house giapponesi Technōs Japan e Data East realizzano Karate Champ, titolo che getta le fondamenta per lo sviluppo del genere ‘picchiaduro ad incontri a base di arti marziali’ che noi tutti conosciamo e amiamo.

Il gioco

In questo titolo arcade, convertito anche per i computer Commodore 64, Apple II e per la console Nintendo NES, il giocatore deve affrontare una serie di incontri in diversi scenari allo scopo di diventare il campione di karate. In ogni match bisogna vincere almeno due round per poter accedere al successivo; possono essere eseguite una varietà di tecniche di pugno e calcio tramite un controller a doppio joystick.

Inoltre, tra i vari incontri, è necessario affrontare vari ed interessanti ‘bonus stages’.
L’anno dopo, sempre in territorio nipponico, Konami sforna Yie Ar Kung-Fu, in cui si allarga la formula di Karate Champ mettendo il giocatore contro una varietà di avversari caratterizzati dall’avere ognuno un proprio differente aspetto e stile di lotta. Qui i match sono a round singolo e le mosse sono eseguite combinando la direzione dello stick direzionale con i due pulsanti adibiti a pugno e calcio.

Fight!

L'origine

Il crescente successo e interesse nei confronti di questa nuova tipologia di giochi, porta alla creazione di titoli realizzati appositamente per il mercato degli home computer: produzioni come The way of the Exploding Fist (Beam Software, 1985), International Karate (System 3, 1986) e Brian Jack Uchi Mata (Martech, 1986)…

Proprio nell’anno 1987 Capcom, società giapponese con all’attivo produzioni arcade di successo come Vulgus, 1942, Commando, Ghosts ‘n Goblins, Gun.Smoke, Legendary Wings e Section Z, realizza il suo primo picchiaduro ad incontri: Street Fighter.
Street Fighter, ideato dai game designers Takashi Nishiyama e Hiroshi Matsumoto, è il gioco che segna il vero e proprio punto d’inizio della moderna epopea dei ‘VS Fighting’ games.
É l’evoluzione dei concetti proposti dai precedenti Karate Champ e Yie Ar Kung-Fu; è il titolo che getta le sacre basi che serviranno da punto di riferimento per le produzioni future, basi essenziali per lo sviluppo di un genere che otterrà il suo definitivo successo all’inizio del decennio successivo grazie all’ormai leggendario Street Fighter II: The World Warrior.

I personaggi del gioco

Il protagonista e le sue regole

In Street Fighter, sviluppato su scheda arcade ‘Capcom 68000 Based’, il giocatore indossa i panni di Ryu, solitario karateka giapponese impegnato in un Torneo mondiale di arti marziali che lo porterà ad incontrare dieci agguerriti avversari attraverso Stati Uniti, Giappone, Inghilterra, Cina e infine Thailandia, luogo della sfida finale contro il colossale Sagat, esperto lottatore di Muay Thai e detentore del titolo di Campione.

Le regole sono molto semplici: ogni match è formato da tre round nel corso dei quali il giocatore deve sconfiggere l’avversario entro un determinato limite di tempo; per poter avanzare alla battaglia successiva è necessario vincere due round, e se un incontro termina prima che un lottatore venga messo Ko, quello con la maggior quantità di energia vitale rimasta è dichiarato vincitore. Se poi il terzo round finisce in parità, è il lottatore controllato dal computer a vincere per default.

 

 

Ryu, il protagonista

L'amico rivale

Un secondo giocatore può entrare nella competizione in qualsiasi momento e prendere il controllo di Ken, il biondo amico-rivale di Ryu!
A questo punto, se il giocatore che controlla Ken batte Ryu, può essere lui a proseguire l’avventura nei panni del biondo karateka: in questa modalità, nel caso il terzo round dovesse finire in pareggio, entrambi i contendenti subiscono sconfitta…
Street Fighter offre quindi due personaggi giocabili, solo due… ma che sagome, che spessore, che prorompente personalità! 
Lo yin e lo yang, l’introspettivo e l’estroverso, il giapponese e l’americano, gli amici-rivali.
Così appagante e coinvolgente da risultare ancora, a distanza di decenni dalla loro prima apparizione, assolutamente imprescindibile.

 

 

 

Ken, l’amico-rivale

immagine Ken rivale

Una facile sconfitta

Diciamo che, a partire dal secondo match, le sfide contro la CPU si tramuteranno in tremende umiliazioni a nostro carico: soprattutto nei primi ed impacciati approcci di gioco, ci ritroveremo infatti a infierire sulla pulsantiera di comando con disperata violenza, impotenti davanti alla velocità e imprevedibilità del nostro avversario… 
Inoltre, il più delle volte, basterà mettere a segno o ricevere due o tre colpi ben piazzati per porre fine ai match, i quali potranno concludersi nel giro di quattro secondi o addirittura meno!
Ma attenzione, Street Fighter ha il suo innegabile fascino e dopo le solite e ovvie sconfitte, scopriremo con piacere che la competizione è frenetica e coinvolgente: non ci sono personaggi imbattibili ed è interessante andare a fondo per trovare una giusta tecnica al fine di stendere il nemico di turno.

Nella scalata per diventare Campione bisogna inoltre affrontare quattro ‘bonus stages’: due di questi consistono nel frantumare una pila di mattoni premendo col giusto tempismo l’apposito tasto, negli altri due bisogna invece rompere delle tavolette di legno tenute da trainers posizionati alla destra e alla sinistra dello schermo.
Proprio lì, davanti al cabinato di Street Fighter, le mascelle degli avventori si spalmavano irrimediabilmente a terra: il comparto grafico era infatti sbalorditivo per l’epoca.

You win!

Una grafica da urlo

Gli stage di gioco, incredibilmente dettagliati, finemente colorati e realistici, ci portano in giro per il mondo, in decadenti scenari urbani e in suggestivi ambienti naturali, dal Monte Rushmore alla grandiosa Muraglia Cinese, il tutto accompagnato da una colonna sonora composta da pezzi tesi, drammatici ed esotici, che ben si sposano con i differenti stage.
Vi sono poi semplici ma efficaci voci digitalizzate che accompagnano le fasi di lotta e quelle di intermezzo tra un match e l’altro. I personaggi poi, per quanto caratterizzati da un design ancora acerbo ed elementare, sono grossi, ben animati e dotati del proprio personale stile di lotta.

immagine schermata gioco
Dagliele Ryu!

Mosse speciali

Nei panni di Ryu e Ken è poi possibile usufruire di tre tipologie di pugno e calcio, ognuno differente in velocità e potenza… e non dimentichiamoci la presenza delle mosse speciali segrete!
I comandi di gioco sono lenti ad entrare, bisogna imparare a padroneggiarli a dovere, ma quando si riesce ad inserire la giusta combinazioni di tasti e mettere a segno la ‘special move’, beh, vuol dire essere dei campioni.
Il leggendario “Hadoken”, il mistico “Shoryuken”, e il granitico “Tatsumaki Senpu Kyaku”: sì esatto, sono proprio loro le grandi mosse speciali dei nostri due eroi! 
La linfa del gameplay risiede proprio qui: eseguire e riuscire a mettere a segno queste spettacolari e potenti tecniche. È vero che nella release del gioco per il mercato occidentale Ryu e Ken sono doppiati in lingua inglese e queste mosse speciali diventano “Psycho Fire”, “Dragon Punch” e “Hurricane Kick”, ma questo a noi poco importa, siamo contenti lo stesso.

Selezione personaggi

Street Fighter nelle nostre case

Capcom realizza due differenti tipi di cabinato per Street Fighter.
La versione “deluxe” possiede un sistema di controllo con joystick e due grossi bottoni pneumatici i quali determinano la potenza e la velocità con la quale viene sferrato un pugno o un calcio, e questo in base al tipo di pressione esercitata. Ogni colpo dispone infatti di tre varianti di forza: debole, medio, potente. Tuttavia, a causa dell’abitudine di alcuni giocatori nel premere i bottoni con troppa irruenza, con il risultato finale di danneggiare i controlli, il sistema venne modificato in un cabinato “regolare” caratterizzato da più tradizionali pulsanti, disposti in una configurazione a sei tasti (tre per i pugni e tre per i calci) che divenne lo standard per tutti i futuri giochi della serie.

Adattamenti di Street Fighter hanno visto la luce nel corso degli anni per molti sistemi domestici, sia home computer che console. Nel 1988, sotto licenza U.S. Gold, la compagnia inglese Tiertex realizza porting del gioco per ZX Spectrum, Atari ST, Amiga e Amstrad CPC.
Per Commodore 64 furono invece sviluppate due differenti versioni inserite nella stessa cassetta / floppy disk: la versione americana realizzata da Pacific Dataworks International, e la versione europea ad opera di Tiertex, entrambe pubblicate da U.S. Gold. Il port per PC DOS è invece realizzato da Micro Talent e pubblicato da Capcom USA.
Sempre nel 1988, Street Fighter è convertito in Giappone per la console PC Engine CD con il titolo di Fighting Street, e nel 1989 in Nord America per il TurboGrafx-CD: questo adattamento per il sistema NEC, caratterizzato dal proporre un arrangiamento della colonna sonora originale, viene sviluppato da Alpha System e pubblicato da Hudson Soft in Giappone e da NEC Avenue in Nord America. 

In tempi più recenti, un’emulazione della versione arcade è stata inserita nella “Capcom Classics Collection Vol. 2” per Sony PlayStation 2 e Microsft Xbox, nella “Capcom Classics Collection Remixed” per Sony PSP, e nella “Capcom Arcade Hits Volume 1” per PC Windows.

Versione Amiga

Un titolo da non dimenticare

Per chi ama i video games, per chi rispetta la storia e la tradizione, per chi non dimentica il passato, Street Fighter brilla come un luminoso astro del firmamento: un gioco ammantato di aura mistica, dotato di quella fragranza così squisitamente rustica e nostalgica, selvatica e genuina dalla quale non si può restare indifferenti.
Un titolo da tenere sempre in considerazione e con il quale confrontarsi, sempre, tutte le volte che ci si appresta ad impugnare il joystick per affrontare la sfida offertaci da un picchiaduro ad incontri, che sia questo, indistintamente, a due o a tre dimensioni.

La leggenda di una saga ha quindi origine lì, in quell’anno 1987.
Una saga che è istituzione, che ha saputo rivoluzionare non solo il genere dei ‘VS Fighting’ games, ma il mondo dei videogiochi in generale, e che a distanza di trent’anni dall’uscita di questo primo episodio, continua ad appassionare intere generazioni di videogiocatori.

Street Fighter aveva innescato una pericolosa miccia… ma la vera deflagrazione sarebbe arrivata solo quattro anni dopo con l’uscita del leggendario seguito Street Fighter II: The World Warrior.

 

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