Street Fighter – The Movie

CapCom – 1995 – Arcade

Street Fighter - The Movie

Agli inizi

Negli anni ‘90 la grafica digitalizzata andava un casino e gli amanti dei ‘VS Fighting’ games, a riguardo, ne sanno qualcosa… 
Se nel contesto dei picchiaduro ad incontri questo genere grafico trova la sua più alta consacrazione – nonché la sua forma più completa e pulita – nella prima trilogia classica di Mortal Kombat, risulta alquanto impossibile dimenticare piccole atrocità del calibro di Pit Fighter, Survival Arts, Blood Warrior, Way of the Warrior, Tattoo Assassins, Kasumi Ninja, CatFight… 
Produzioni talmente ridicole che viene normale chiedersi se programmatori e designers impegnati in tali progetti fossero nel pieno delle loro facoltà mentali oppure completamente strafatti, in vena di sprofondare nel ridicolo e con la voglia di farsi deridere dall’intera comunità dei videogiocatori.
Ma è così, lo sappiamo: sotto un aspetto squisitamente videoludico, gli anni ‘90 sono stati pieni di colpi di scena e gusti estetici spesso discutibili. 
Per l’appunto, in aggiunta alle schifezze poc’anzi elencate, chi si sarebbe mai immaginato che venissero addirittura realizzati degli Street Fighter con grafica digitalizzata sullo stile dell’inarrivabile Mortal Kombat? 
Eresia! 
Ebbene, tutto ciò avvenne a metà dell’anno 1995… 
In seguito all’uscita del film cinematografico “Street Fighter – Sfida Finale”, che ovviamente noi tutti uomini eroi e romantici abbiamo amato visceralmente, vengono prodotti degli adattamenti dello stesso sotto forma di picchia picchia ad incontri, sia per il mercato arcade, sia per il mercato domestico e che vantano l’utilizzo della grafica fotorealistica di cui parlavo prima.

Street Fighter - The Movie

Le differenze

Signori, ecco a voi i giochi tratti dal film, a sua volta tratto del gioco: Street Fighter: The Movie. 
Molti pensano erroneamente che le versioni casalinghe di Street Fighter: The Movie realizzate per le neonate console a 32 bit Sega Saturn e Sony PlayStation, siano un porting della versione da sala: beh, sbagliato. 
Le diversità esistenti sono infatti molte, sia sotto il profilo grafico / sonoro e di gameplay. 
Ma andiamo con ordine e vediamo di analizzare le differenze che intercorrono tra la versione arcade e la versione domestica del titolo, i loro pro (pochi) e i loro contro (ahimè, tanti). 

La versione arcade, sviluppata dalla software house americana Incredible Technologies e distribuita da Capcom, aveva poco a che spartire con quella casalinga per PlayStation e Saturn, inoltre differiva in vari modi dai precedenti episodi di Street Fighter usciti fino ad allora. Oltre a fregiarsi della grafica fotorealistica – con l’utilizzo di immagini digitalizzate degli attori protagonisti del film che ‘posano’ apposta per il videogame – propone un sistema di gioco che enfatizza la messa in atto di combo aeree dal particolare effetto ‘rimbalzante’… 
Il gameplay include poi “Counter Throw”, “Throw Escape”, “Interrupt Moves” (eseguibili dopo avere bloccato un attacco avversario) e le “Comeback Moves”, ovvero mosse speciali utilizzabili quando la barra dell’energia del lottatore è al livello ‘Danger’.

Street Fighter - The Movie

Nuove mosse

Direttamente dal mitico Super Street Fighter II Turbo uscito l’anno prima troviamo la ‘Super Meter’, fondamentale per l’esecuzione delle ‘Super Combo’. 
In aggiunta alla propria ‘Super Combo’ (alcuni personaggi ne possiedono almeno due), il lottatore può eseguire anche una “Regeneration Move” quando la rispettiva ‘Super Meter’ è piena, in modo da poter ripristinare una porzione di energia vitale. 
Ok, siamo d’accordo, su carta questo parrebbe entusiasmante, peccato che in pratica tutto appaia molto grezzo e confuso. 

A peggiorare le cose ci si mette pure una realizzazione tecnica decisamente dozzinale: sotto l’aspetto grafico e sonoro Street Fighter: The Movie si presenta infatti alquanto scadente. 
Benché i fondali, ispirati agli ambienti visti nel film, mantengono una certa decenza generale, e benché i lottatori appaiono tutto sommato grossi, abbastanza dettagliati e ben digitalizzati, il risultato finale dell’operazione grafica profuma davvero di ridicolo, con animazioni goffe e sequenze d’azione davvero risibili. 

Non che il comparto audio sia da meno: musiche scialbe ed effetti sonori mediocri ci infastidiscono e ci urtano nel corso dei noiosi e difficili match di lotta. Le battaglie, infatti, sono all’insegna di un gameplay rigido, legnoso, irritante, e il più delle volte ci ritroveremo, con nostro sommo stupore, a spaccare di sberle il nostro avversario semplicemente abbandonando qualsiasi tipo di strategia di lotta, limitandoci a schiacciare a vanvera i tasti della pulsantiera di comando… 
Sì, avete capito, non ci siamo affatto.

Personaggi

Riguardo invece il bestiario dei fighters selezionabili, il roster propone una scelta tra quattordici dei principali personaggi/attori tratti dal film, con l’esclusione di Dee Jay, T. Hawk, Blanka e Dhalsim. Tra di loro si nota la presenza di Kenya Sawada (personaggio originale del film, la ‘spalla’ giapponese di Guile all’interno delle forze armate delle Nazioni Alleate), Blade (in pratica un soldato standard delle truppe di Bison) e Akuma, stranamente presente nel roster come regolare lottatore, anche se nel film di lui non c’è neanche l’ombra. 
Infine, Arkane, F7, e Khyber (in pratica delle versioni cromaticamente alterate di Blade) sono i tre personaggi segreti a comparire nel gioco. Alcuni dei personaggi ‘storici’ presenti nel gioco hanno nuove ed esclusive mosse speciali create apposta per l’occasione, in aggiunta alle mosse classiche già conosciute. Ma niente, anche sotto questo aspetto il risultato è comunque discutibile e maldestro.

Street Fighter - The Movie

Modalità di gioco

Prima di passare oltre, chiudiamo in bellezza con la versione arcade accennando alle modalità di gioco proposte. Oltre alla normale modalità ‘Single player’ (consistente in una serie di quattordici frustranti match terminanti nella sfida finale contro Bison) e alla modalità ‘VS’ per due giocatori, il gioco include una segreta modalità ‘Tag Team’: in un ‘Tag Team’ match, il giocatore sceglie due lottatori e combatte contro gli alti team in sfide a round singolo, passando al secondo lottatore solo dopo che il primo è stato sconfitto… 

E voilà, quello che c’era da dire sulla versione arcade di Street Fighter: The Movie è stato detto.

Versioni e adattamenti

Diamo ora un’occhiata a cosa ci propone la versione domestica del gioco. 
Questa, realizzata per i nuovi ‘mostri’ a 32 bit Sega Saturn e Sony PlayStation e conosciuta in Giappone con il nome di Street Fighter: Real Battle on Film, viene sviluppata direttamente da Capcom (la quale si occupa anche della distribuzione su territorio giapponese) e distribuita in Europa e Nord America da Acclaim. Il risultato di questa operazione è un titolo più vicino al feeling della serie classica, con evidenti diversità rispetto alla versione arcade che appaiono lampanti in fase di gameplay. Benché anche questa versione (identica su entrambe le console) possa ‘vantarsi’ della grafica digitalizzata, il gioco si basa infatti sull’engine di Super Street Fighter II Turbo… e questa, anche se solo in apparenza, potrebbe addirittura apparire come una buona cosa. In aggiunta alle normali mosse speciali e alle ‘Super Combo’, la versione domestica di Street Fighter: The Movie aggiunge le ‘Super Special Moves’, ovvero versioni potenziate delle normali mosse speciali. 
Le ‘Super Special’ richiedono che la ‘Super Meter’ sia almeno carica per metà, e possono essere eseguite inserendo lo stesso comando di una regolare mossa speciale, ma premendo due pulsanti di attacco anziché uno. 
Quando la ‘Super Meter’ è piena, è possibile eseguire un numero illimitato di ‘Super Special’ fino a quando non viene eseguita una ‘Super Combo’. 

Il roster di selezione propone lo stesso numero di personaggi della versione da bar (quattordici), ma con alcune significative differenze al suo interno: vengono reintegrati Dee Jay e Blanka (dio che pena… forse i personaggi più trash e orribili presenti nel gioco…), rimane Sawada (anche se con un diverso set di mosse speciali), viene omesso Blade, e Akuma è archiviato come personaggio segreto. 
Ben quattro sono le modalità di gioco proposte: una modalità arcade chiamata ‘Street Battle’, dove si indossano i panni di uno dei vari buzzurri digitalizzati e si affrontano una serie di sfide contro i lottatori controllati dalla CPU fino ad arrivare allo scontro con i tre sub-boss Zangief, Dee Jay, Sagat e infine alla sfida contro il Generale Bison; 
il classico ‘Vs. Mode’ per le battaglie tra due giocatori; 
il ‘Trial Mode’, dove il giocatore lotta contro un avversario scelto dalla CPU al fine di ottenere un alto punteggio o un tempo record;
infine la modalità più interessante chiamata ‘Movie Battle’, in pratica una ‘Story mode’ che segue la trama del film: qui prendiamo il controllo di Gian-Claudio “Guile” Van Damme, impegnato nella missione di infiltrazione nel covo di Bison a Shadaloo City.

Dopo ogni match è possibile scegliere tra differenti diramazioni di percorso, fino al raggiungimento del match finale contro il perfido dittatore. 

Sotto l’aspetto tecnico, la grafica offre sprites caratterizzati da una definizione inferiore rispetto alla versione arcade, con animazioni povere e senza spessore. 
Anche i backgrounds di gioco, sempre ispirati alle varie ambientazioni del film, restano di qualità basilare e trascurabile, caratterizzati da animazioni striminzite e fatte pure male. Per lo meno il sonoro è più fresco, piacevole e fedele allo stile degli episodi classici della serie. 

A riguardo, diversamente della versione arcade che utilizza le voci del cast del film, per le versioni domestiche viene reintegrato il doppiaggio giapponese e ora tutto quanto suona ‘quasi’ come dovrebbe. Benché, come detto, venga usato come base il motore dell’eccelso Super Street Fighter II Turbo, e nonostante si possa percepire un certo miglioramento rispetto alla versione arcade, il tutto si staziona ancora nella mediocrità, con una giocabilità senza dubbio meno tecnica delle precedenti incarnazioni, minata da una realizzazione scadente.

Onestamente, il risultato finale fa ridere… o piangere, in base alla personale sensibilità del giocatore. A conti fatti, questi episodi digitalizzati sono un insulto ad un franchise importante e di qualità come quello di Street Fighter: una pagina buia e oscura, una parentesi trash, un insulto agli immortali episodi in grafica bitmap. 

In conclusione: se titoli come Mortal Kombat II e Mortal Kombat 3 appaiono tuttora impressionanti e godibilissimi, lo stesso non si può dire per queste incarnazioni digitalizzate di Street Fighter: titoli che già nel ‘95 apparivano mediocri, vent’anni dopo non possono far altro che apparire ancora più stupidi e ridicoli.

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