Street Fighter Ex

CapCom – 1996 – Arcade

Street Fighter Ex

C’era da aspettarselo: un marchio di grande successo come quello di Street Fighter era abbastanza ovvio che cercasse di stare al passo coi tempi, adattandosi ad ogni possibile ‘moda del momento’.
Restando quindi in un contesto prettamente videoludico, il franchise Capcom sperimentò prima un insulso quanto trascurabilissimo stile fotorealistico sul modello di Mortal Kombat nell’abominio conosciuto come Street Fighter: The Movie, e in seguito abbracciò la grafica poligonale, sconvolgente fenomeno di massa che nella metà degli anni ‘90 rivoluzionò così pesantemente il mondo dei videogames tanto da rendere obsoleto e ‘out’ il semplice ed essenziale concetto di grafica a due dimensioni.

Spin-off in 3D

Il primo tentativo di tal genere si concretizza sul finire del ‘96 grazie all’impegno congiunto di Capcom ed Arika le quali cooperano alla messa in scena del primo Street Fighter 3D della storia: Street Fighter EX.
Realizzato per il mercato arcade su base hardware “Sony ZN-1”, Street Fighter EX (dove la sigla “EX” sta per “exquisite”) è uno ‘spin-off’, vale a dire un episodio non canonico, le cui vicende si svolgono in un ‘universo alternativo’ che si discosta dalla storyline ufficiale della serie. 

Appare chiaro che riadattare un vero e proprio prodigio della grafica bitmap in ambiente poligonale era una scommessa che comportava i suoi rischi: in certi ambiti professionali è però importante osare, e visto il particolare periodo ‘storico’, il tentativo avrebbe anche potuto funzionare e ritagliarsi un buon consenso di pubblico. 
Le curiosità era tanta, così come le aspettative e i timori: sarebbe riuscito Street Fighter EX a competere con potenze 3D del calibro di Tekken II, Dead or Alive e Soul Edge, ma senza snaturare la sua vincente essenza di picchiaduro dalle solide radici 2D? 
I ragazzi di Arika ebbero la buona idea di non stravolgere il ‘modo’ di giocare tipico della serie: nonostante la visuale di gioco avesse abbracciato la tridimensionalità, i meccanismi di gameplay rimanevano infatti bidimensionali, sul modello di Street Fighter II e Street Fighter Alpha. 
Questo fu senza dubbio una punto a favore del titolo, perché gli affezionati della serie classica avrebbero potuto rapportarsi immediatamente all’opera, senza lo sbattito di dover apprendere un nuovo e macchinoso sistema di gioco. 
Era inoltre un’ottima occasione per le giovani leve che giocavano solo ai picchiaduro 3D di avvicinarsi al meraviglioso mondo di Street Fighter… 

Street Fighter Ex

Potenziamenti

Per il passaggio alla terza dimensione la qualità del gameplay è rafforzata dall’inserimento di “Super Cancels” e “Guard Breaks”. 
Le prime sono abilità grazie alle quali è possibile cancellare una ‘special move’ in un’altra ‘special move’, e addirittura una ‘Super Combo’ in un’altra ‘Super Combo’! 
Questo si traduce in potenziamento e ovvia spettacolarizzazione del ‘combo system’, grazie alla possibilità di inserire concatenazioni davvero micidiali! 
Riguardo le ‘Guard Breaks’, queste sono mosse che al costo di un livello di carica della Super Meter permettono di sfondare la difesa dell’avversario lasciandolo stordito per un breve momento, concedendoci quindi la chance di infierire a sfregio su di lui.

Tridimensionalità e poligoni grezzi non fanno molto bene a Street Fighter, e questo è un vero peccato: vedere Ryu e soci trasformati in blocchi spigolosi non è propriamente il massimo… Ovviamente bisogna dire che per i tempi il risultato finale dell’operazione grafica non era affatto disprezzabile, anzi, reggeva bene il confronto con i famosi concorrenti del periodo, anche grazie alla buona fluidità delle animazioni e all’immediatezza di gioco, tutti elementi che rimarcavano l’appeal degli episodi 2D aiutando il titolo Capcom/Arika ad emergere. 

La possibilità offerta dalle ‘Super Cancels’ di connettere ‘special moves’ e ‘Super Combo’ era poi un aspetto decisamente appagante e del tutto nuovo nel contesto dei ‘VS Fighting’ games: non era quindi cosa da sottovalutare, e contribuiva inoltre a marcare la fisicità e la ‘pesantezza’ dei lottatori. 

Street Fighter Ex

Volti nuovi

Dopo la grezza ‘opening intro’ che ci mostra Ryu e Ken in nuove e spigolosissime vesti dar sfoggio delle loro abilità marziali, arriviamo al colorato e ben più piacevole roster di selezione, il quale ci accoglie con i bellissimi artworks dei dieci fighters selezionabili di default. 
Alle già note facce di Ryu, Ken, Guile, Zangief e Chun-Li si aggiungono quelle di cinque interessanti newcomers: Pullum Purna, la giovane figlia di un miliardario arabo sulle tracce dell’Organizzazione criminale Shadaloo; Hokuto, una giovane e abile combattente alla ricerca del fratello; Doctrine Dark, un freddo assassino intenzionato a vendicarsi di Guile; Cracker Jack, ex bodyguard affiliato all’Organizzazione Shadaloo; e per finire quel soggettone di Skullomania, al secolo Saburo Nishikoyama, frustratissimo impiegato giapponese che un bel giorno decide di cambiar vita diventando un supereroe in maschera e calzamaglia! 
Bellissimi ‘artworks’ caratterizzano il roster del primo “Street Fighter” 3D della storia: al fianco di volti già noti spiccano quelli dei nuovi e carismatici Pullum Purna, Cracker Jack, Hokuto, Doctrine Dark e Skullomania. 
L’update’ “EX Plus” aggiunge al roster base i 5 personaggi segreti e i 2 boss dell’originale “EX”. Street Fighter EX propone nelle retrovie altre cinque sagome in qualità di ‘hidden characters’ sbloccabili tramite appositi codici (Akuma, Blair Dame, Allen Snider, Kairi, Darun Mister), senza dimenticare Garuda e l’immancabile M. Bison nel ruolo di boss finali non selezionabili. 
Diciamolo, le new entry sono davvero una sorpresa, interessanti quanto basta per non stonare nel confronto con gli storici personaggi della serie: su tutti spiccano il mitico Skullomania, il cui bizzarro stile di lotta e parco mosse fanno di lui un lottatore molto divertente da usare, e l’inquietante Doctrine Dark – personaggio chiaramente ispirato a Scorpion, Baraka e Kabal di Mortal Kombat – in pratica un folle psicopatico con il viso in parte nascosto da una maschera antigas che combatte facendo uso di cavi, lame ed esplosivi. 

Oltre al divertente gameplay e al carismatico cast di lottatori, l’altro elemento che distingue il nostro Street Fighter EX è l’ottima colonna sonora: rimpiazzare le leggendarie melodie di Street Fighter II con musiche tutte nuove poteva rivelarsi un disastro, tuttavia il mix di nuove sonorità jazz, rock ed elettro-dance suonano ispiratissime e brillanti, incastrandosi a pennello nella eccellente tradizione musicale della saga. 

Street Fighter Ex

Adattamenti...

Come ormai tutti noi ben sappiamo una delle ‘mosse’ più famose di Capcom consiste nel rilasciare ‘updates’ di Street Fighter, e anche il nostro EX ne riceve uno nel Marzo ‘97, realizzato sempre su scheda “Sony 95” con l’originalissimo titolo di Street Fighter EX Plus… Oltre ad apportare alcune modifiche nella colorazione degli infiniti backgrounds di gioco, questo aggiornamento offre l’occasione a tutti i personaggi segreti dell’originale EX di entrare fissi del cast come lottatori immediatamente selezionabili, inclusi Garuda e Bison, originariamente solo boss finali controllati dalla CPU. 
EX Plus aggiunge anche quattro nuovi ‘hidden characters’: Evil Ryu da Street Fighter Alpha 2, una versione alternativa di Hokuto chiamata “Bloody Hokuto” e due cyborg di nome Cycloid β e Cycloid γ. 
Per finire, i messaggi che appaiono su schermo in seguito all’esecuzione di ‘Reversal’, ‘First Attacks’, ‘Tech Hit’ e ‘Combo’, riportano ora in aggiunta la percentuale del quantitativo di ricarica della Super Meter. 

Un adattamento di EX Plus, intitolato Street Fighter EX Plus α, viene rilasciato nel Luglio di quello stesso ‘97 come esclusiva domestica per la console Sony PlayStation. In questa versione sono presenti tutti i personaggi di EX Plus, con l’aggiunta esclusiva del buon vecchio Dhalsim da Street Fighter II e Sakura da Street Fighter Alpha 2. 
Alla normale modalità Arcade, questa edizione PlayStation include diverse opzioni di gioco aggiuntive: ‘Versus’, ‘Team Battle’, ‘Time Attack’, ‘Survi- val’, ‘Watch’ (dove è possibile assistere a match tra due lottatori gestiti dalla CPU) e infine la modalità ‘Practice’, divisa in uno standard ‘Training mode’ e in un’interessante ‘Expert mode’ nel quale il giocatore deve esibirsi in alcune prove pratiche (per la precisione sedici ‘test’ per ogni personaggio) consistenti in un insieme di mosse e combo progressivamente sempre più complesse da eseguire, al fine di sbloccare i personaggi segreti Evil Ryu, Bloody Hokuto, Cycloid β e Cycloid γ.
L’adattamento gode di un arrangiamento della colonna sonora e di esclusive ‘endings’ realizzate in Full Motion Video, a differenza delle due precedenti versioni arcade che offrivano finali con s o l o testo su schermo. 
Infine, per la gioia dei fans del classico Street Fighter II, nel gioco è inclusa una variante tridimensionale del famoso ‘bonus game’ dei barili, sbloccabile tramite un semplice codice da inserire nel menù delle opzioni! 

Street Fighter Ex

Reliquie

All’epoca di uscita, Street Fighter EX e il suo update Ex Plus sono stati un buon successo, ma il passare degli anni ha pesato negativamente sul loro ‘processo di invecchiamento’: le limitazioni grafiche ne hanno infatti compromesso una oggettiva rivalutazione globale. 
Non si può tuttavia negare che siano giochi sinceri, coraggiosi e piuttosto carismatici: una volta appresa per bene l’arte delle ‘Super Cancels’, il divertimento che scaturisce nel migliorare le proprie abilità e nel collezionare il maggior numero di ‘Hit combo’ sono cose che faranno chiudere un occhio su un impianto grafico ormai sorpassato, che trova fondamentalmente i suoi migliori aspetti ‘visuali’ ed estetici nella resa delle ‘Super Combo’, nella buona fluidità delle animazioni e nei pregevoli artworks. 
Col senno di poi, e a distanza di due decadi ormai trascorse, mi piace fantasticare nel pensare a quali perle sarebbero potute essere queste prime due incarnazioni tridimensionali di Street Fighter se fossero state interamente realizzate nella pura ‘semplicità’ di un impianto 2D: forse se ne parlerebbe ancora oggi, e avremmo tra le mani capolavori tali da far impallidire pezzi da novanta come Super Street Fighter II Turbo o Street Fighter Alpha 2. 
Ma ahimè, la storia non può essere riscritta, e questi episodi poligonali, per quanto possano mantenere i loro pregi, non hanno saputo cavalcare l’onda del tempo, rimanendo come memorie cristallizzate, reliquie ancorate ad un’epoca finita, passata, conclusa.
É una cosa triste, ma tutto sommato in grado di conferire a questi giochi un’aura e una fragranza malinconicamente retrò: strappa un sorriso pensare come quella grafica che nel ‘96 appariva prodigiosa, vent’anni dopo appaia invece ampiamente surclassata… 

Comunque, in quegli anni di grandi cambiamenti, molti fans continuavano caparbiamente ad essere dell’idea che Street Fighter non sarebbe mai dovuto passare alla terza dimensione: tuttavia Arika e Capcom se ne fottono di petizioni e lamentele, e proseguono l’esperimento poligonale mettendo in cantiere un primo vero sequel in uscita nel ‘98, a cui faranno seguito l’immancabile update nel ‘99 e un terzo episodio conclusivo, uscito per il solo mercato domestico come esclusiva PlayStation 2 nell’anno 2000…

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