Sengoku

MVS Release: 12/02/1991 – Developer: SNK – Publisher: SNK – Meg count: 55 – Genre: Beat ‘em up 

sengoku

Sengoku (conosciuto in Giappone come Sengoku Denshou), è un picchiaduro a scorrimento di stampo non propriamente classico, visto che il titolo in questione presenta molte varianti rispetto ai normali Beat ’em up

Primo capitolo dell’omonima trilogia, Sengoku, come accade di frequente nei giochi della software house di Osaka, è fortemente caratterizzato da elementi che sembrano fare da tributo alla mitologia giapponese e al Giappone feudale: ninja, samurai, oni, nukekubi, kappa, hitodama, onryō ed altre figure del folclore nipponico saranno i nemici da fronteggiare nel corso del gioco.

All'interno del gioco

La trama, a dispetto dei soliti cliché pretestuosi per spingerci a menare le mani, ha comunque un suo perché.
Durante l’epoca Sengoku (periodo della storia giapponese compreso tra il 1478 e il 1605) un potente e sanguinario signore della guerra – chiaramente ispirato alla figura di Nobunaga Oda – vede svanire i propri sogni di conquista del mondo per mano di due valorosi samurai che lo sconfiggono uccidendolo; prima di morire il malvagio monarca asserisce che ritornerà tra 400 anni per dominare il Giappone assieme a un “Madman”, ovvero un “Demone della Follia”. 
400 anni dopo la profezia si avvera, il cielo sul Giappone si copre interamente di cupe nubi emananti tuoni e fulmini, e dalle nuvole scende il Castello del signore della guerra, che è tornato come fantasma insieme al suo esercito di guerrieri defunti per seminare morte e distruzione.
Due impavidi eroi combatteranno contro lui e le sue orde, supportati dagli spiriti buoni, e dovranno farlo sia per le strade e i sotterranei di una delle città devastate, sia sopra le nubi, nel regno delle anime popolato dai miti del Giappone feudale e dalle truppe del malvagio.

sengoku

Pugni e calci

Caratterizzato dalla possibilità di giocare in due contemporaneamente, Sengoku ci ​​mette nei panni di un esperto artista marziale giapponese (Player 1) o un cowboy gay proveniente direttamente dai “Village People” (Player 2).
Il protagonista inizia l’avventura disarmato, potendo avvalersi solo di pugni e calci.
Si utilizzano tre pulsanti, A per attaccare, B per saltare e C per cambiare il personaggio utilizzabile: lungo il percorso, ed in particolare nel regno sopra le nuvole, è infatti possibile liberare degli spiriti benevoli i quali rilasciano diversi bonus, tra questi tre personaggi extra – un cane akita, un samurai e un ninja – impersonabili in sostituzione del protagonista, sebbene si possano utilizzare solamente per un tempo limitato.

Alcune sottigliezze, come il poter colpire due volte in aria e varie combinazioni di mosse, possono essere usate premendo il tasto A in tempi diversi, o tenerlo premuto per scagliare una bella sfera di energia.
Le trasformazioni offrono stili diversi di gioco: il cane è abbastanza debole in difesa, ma efficace e rapido in aria; il ninja combatte a mani nude ed è agile e veloce; il samurai usa una katana diabolicamente efficace.

Sengoku

Un mix di mondi

Aggiungete anche le sfere colorate da recuperare durante il gioco, e tutto diventa personalizzabile!
Raccogliere dieci sfere verdi permette di ripristinare una casella dell’energia vitale, mentre gli altri quattro colori danno un potere speciale per un breve periodo.
In forma normale, queste sfere forniscono un’arma o un potere speciale (sfere d’oro), ma quando viene utilizzato un altro spirito guerriero, verranno usate diverse abilità.
Un’idea eccellente, che arricchisce notevolmente il gameplay.

I livelli del gioco sono sei, tutti ambientati tra una città apparentemente distrutta da un terremoto e la sede delle anime, ad eccezione del quinto livello che si svolge quasi interamente nel Castello dell’antagonista, e del sesto, con lo scontro finale che avviene in cielo. I livelli sono in realtà un mix tra il mondo reale e diverse incursioni in un mondo parallelo, popolato da creature fantastiche e da spiriti.
Tutto questo è veramente bello e vario, e con alcune sorprese niente male. Solo sei livelli, ok, ma caratterizzati da una sorprendente varietà di ambienti e nemici.
Ed è questa varietà a rendere il gioco carico di fascino.
Nemici e paesaggi sono particolarmente riusciti, e più si avanza nel gioco, più la grafica è bella.

Sengoku

Un po’ rigido ma con una buona tecnica

La colonna sonora e i temi in particolare sono pieni di voci (di solito voci dall’oltretomba che cantano arcani incantesimi) che danno a Sengoku un’atmosfera incredibile. Come neo, solo l’animazione manca davvero di fluidità: il gioco sta invecchiando maluccio, la rigidità dei personaggi, che non ha sconvolto nessuno nel 1991, è ora palpabile, e il gioco sarebbe invecchiato meglio con una maggiore flessibilità e morbidezza. Per contro, Sengoku non rallenta, e il gioco è migliorato con effetti di ‘zoom’, più un ottimo ‘scrolling’ e alcuni effetti di ‘morphing’ incrementali molto ben fatti.

Tra gli elementi più spettacolari del gioco ci sono gli scontri spada contro spada tra il giocatore e le anime dei samurai, con le lame che si incrociano; se invece il giocatore è disarmato ha la possibilità di afferrare e spezzare la lama della spada dei fantasmi-samurai.
La difficoltà è alta e il gioco richiede tecnica e pazienza nell’approcciarsi ad affrontare i nemici: basta dire che tuffarsi nel mucchio non è mai una buona idea. Le sfere sono molto utili e le trasformazioni, se usate correttamente, possono salvare la vita. 
Strategia in un Beat ’em up quindi, non è cosa comune. E noi non ci lamentiamo.

Alla luce di anni passati, Sengoku appare un po’ rigido, un po’ impreciso, ma il suo efficace gameplay “vecchia scuola” ha ancora qualcosa da dire, il che lo rende un titolo certamente interessante e competitivo.

La sua grafica e il suo sonoro contribuiscono alla messa in scena di una splendida atmosfera carica di tensione.

Insomma, Sengoku è un dramma inscenato egregiamente, in un mix di Giappone tra il contemporaneo e il “fantasy-feudale” condito con i migliori effetti, il tutto supervisionato da una colonna sonora degna di un film di Akira Kurosawa.

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