NAM-1975

Per tutti gli amici di Retro-Gamers, vi portiamo nel mondo di NAM-1975. 
Un gioco che vi catapulterà all’interno delle ultime fasi della guerra del Vietnam, in cui prenderete i panni del soldato Silver, in missione per salvare un ex-scienziato dell’esercito.

I protagonisti

NAM-1975, primissimo gioco in assoluto ad inaugurare nel 1990 la nuova scheda arcade di SNK: il Neo Geo Multi Video System.

Intro

Il gioco, ambientato durante le fasi finali della Guerra del Vietnam, vede come protagonisti i due soldati Silver (Player 1) e Brown (Player 2) combattere per liberare il Dr. R. Muckly, un ex-scienziato dell’esercito americano rapito da un gruppo di terroristi. 
Nel corso della missione, i soldati scopriranno che il Dr. Muckly è in realtà un pazzo megalomane che sta costruendo un potente e gigantesco cannone laser allo scopo di conquistare l’intero pianeta…
NAM-1975 prende in prestito il gameplay di Cabal (TAD Corporation, 1988) e l’ispirazione per la trama da film come “Full Metal Jacket” e “Apocalypse Now”.

Cannone di Dr. Muckly

Specifiche e personaggi

Come nell’arcade sopracitato, in NAM-1975 troveremo una visuale di gioco con inquadratura posteriore al nostro alter-ego digitale, e allo stesso modo avremo a disposizione i soli movimenti laterali (sinistra e destra) e tre pulsanti di azione.
Nello specifico: il tasto A è il fuoco, il tasto B la granata e il tasto C lo spostamento laterale veloce, che può essere sia una semplice corsa (limitandosi a premere il pulsante e lo stick nella direzione desiderata), che una capriola (premendo pulsante e stick verso una diagonale bassa).

A ben vedere, la caratteristica che più differenzia NAM-1975 da Cabal è che lo schermo non è fisso ma si sposterà sotto i nostri piedi verso sinistra e non è suddiviso in ministage ma costituito da sei stage complessivi, al termine dei quali ci sarà il classico boss di fine livello.
Gli stage 2 – 3 – 4 e 5 presentano inoltre dei boss posti proprio all’inizio delle missioni.

Da sottolineare, sono il plot costruito intorno al gioco e le ambientazioni, che anche se non sono tecnicamente perfette, sono ben disegnate (un pò spoglie di particolari).
Lo stesso si può dire dei cattivi, abbastanza ben caratterizzati, con un plauso speciale per il boss finale, il Dr. R. Muckly. 
Un arzillo vecchietto che si presenta su una micidiale ‘sedia a rotelle lancia granate’.

Aspetto poco azzeccato sono invece i vari boss che in diversi casi, piuttosto che mezzi militari, sono meccanismi di stampo ‘anime-fantascientifico’ che c’entrano davvero poco con l’ambientazione vietnamita e seriosa del titolo.
Di tanto in tanto, infine, saremo affiancati da una donna bionda che una volta liberata ci darà una mano finchè resteremo in vita, cosa che, data l’alta difficoltà del gioco, durerà presumibilmente pochi secondi.

Il pazzo Dr. Muckly

La grafica

E’ possibile affrontare il gioco in coppia con un secondo giocatore, un’esperienza che giova sicuramente alla longevità del titolo altrimenti scarsina. 
Sotto il profilo tecnico non è fatto benissimo per essere un gioco che gira su Neo Geo: la grafica, tenendo conto dell’anno di produzione, è piuttosto approssimativa e non avrebbe fatto fatica a girare su sistemi “minori” come Sega Mega Drive o Super Nintendo.

Sia chiaro, non è affatto brutta. Anzi, le aree di gioco sono ben caratterizzate e l’ambientazione da ‘Inferno vietnamita’ ben resa, complici anche i diversi intermezzi tra uno stage e l’altro di chiaro stampo cinematografico, che aiutano sicuramente il videogiocatore a calarsi nella storia.
Certo, non è molto ricercata e si sollevano dalla mediocrità giusto le animazioni dello sprite principale, o piccoli tocchi di classe, come i fori lasciati dal nostro mitra un pò dappertutto, ma titoli dello stesso anno e genere, come ad esempio Blood Bros (il sequel spirituale di Cabal), gli sono sicuramente superiori in diversi aspetti; per non parlare poi della parte musicale con i soli effetti sonori appena sufficienti.

immagine schermata gioco
Schermata di gioco

Qualche piccolo difetto...

Il più grosso difetto di questo gioco non è nè l’aspetto grafico nè quello sonoro ma la sua assurda difficoltà: davvero troppo ma troppo difficile, tanto da diventare spesso frustrante. 
Si fa veramente fatica con un solo credito ad arrivare al primo boss!

Inoltre i programmatori hanno pure pensato di inserire due finali differenti: il ‘bad ending’ si attiverà perdendo tutte le vite durante lo scontro con il boss finale. A causa dell’impossibilità di continuare, ci ritroveremo costretti a ricominciare tutto da capo, nel tentativo di poterci godere il ‘good ending’.
Cosa questa che non fa altro che indispettire ulteriormente il povero videogiocatore, che già è dovuto scendere a compromessi verso un gioco tutt’altro che stupefacente.

L’MVS di NAM-1975 risulta meritevole di acquisto principalmente a fini collezionistici, essendo appunto la prima cart prodotta per scheda Neo Geo.
Per quanto il titolo in questione sia gradevole all’aspetto e discretamente divertente da giocare, il fattore difficoltà non può alla lunga non infastidire qualunque videogiocatore!

Un vero peccato, perchè con un livello di difficoltà più basso, il gioco avrebbe riscosso sicuramente più successo.

L'attacco

Per altre novità date un’occhiata al forum

Lascia un commento

Ultime dal forum..

Ultimi messaggi

Facebook..