Marvel Super Heroes VS Street Fighter

Capcom – 1997 – Arcade

Marvel Super Heroes VS Street Fighter

I tre punti

Nel bene e nel male X-Men vs. Street Fighter è un titolo che può vantarsi di aver introdotto alcune innovazioni nell’amato genere dei ‘VS Fighting’ games.
In primis è l’iniziatore delle ‘Versus Series’, vale a dire un fortunato filone di ‘crossover’ inaugurato da Capcom nel quale i suoi personaggi di punta si incontrano prima con i supereroi del mondo Marvel, poi con i concorrenti della fazione SNK, e in seguito con i personaggi di altre famose società (Tatsunoko, Namco…).

Punto due, inaugura una tipologia di picchiaduro che trova uno dei
suoi aspetti salienti in una filosofia di lotta infarcita di esasperato tripudio grafico/visuale e di fracassosa insanità di gameplay, cosa ben marcata soprattutto negli episodi con i personaggi della Marvel.

Punto tre, rende popolare il sistema del “Tag Team”, termine ben conosciuto agli appassionati di Wrestling, che per la prima volta trova una sua ben marcata e spiccata identità all’interno di un ‘VS Fighting’, diventandone per l’appunto caratteristica distintiva.
É
importante precisare che il ‘Tag Team System’ introdotto da X-Men vs.

Marvel Super Heroes VS Street Fighter

Differenza

Street Fighter è un qualcosa di ben diverso dal ‘Team Battle System’ inaugurato da SNK con The King of Fighters ‘94: in breve, l’originario ‘Team Battle’ di SNK propone la possibilità di scegliere una squadra composta da tre lottatori che combattono a turno contro i componenti di un altro team. 
Il giocatore controlla un personaggio per volta, nel frattempo gli altri due fanno da ‘spettatori’ nel background di gioco: se il primo subisce sconfitta, il round successivo inizia con il secondo membro, e se anche questo perde, spetta al terzo scendere in campo. 

Ai componenti del team è concesso interagire tra di loro in maniera molto limitata tramite un
sistema chiamato ‘Team Assistence’, consistente nel chiamare in aiuto un compagno per un breve momento quando si è immobilizzati a causa di uno stordimento o quando martellati da una presa con colpi a ripetizione: per attuare tale metodo è però necessario che i partners risultino entrambi imbattuti e visibili su schermo…

Marvel Super Heroes VS Street Fighter

Il tag team

Il ‘Tag Team’ proposto da Capcom permette invece di scegliere una squadra composta da due lottatori liberamente intercambiabili in qualsiasi momento della lotta, i quali possono darsi man forte nel corso dei match tramite interventi cooperativi; qui le sfide non sono strutturate su canonici match divisi in due-tre rounds, bensì consistono in un unico lungo round.
Il giocatore controlla un personaggio per volta, e mentre quello attivo è impegnato nella lotta, l’altro ‘riposa’ fuori schermo: se uno dei due viene messo Ko, la staffetta passa automaticamente all’altro, e il match termina quando entrambi risultano sconfitti. 

Era quindi abbastanza ovvio che un sequel di quel gioco sarebbe giunto più o meno a breve, e infatti, con gran puntualità, Marvel Super Heroes vs. Street Fighter vede la luce nel Giugno ‘97 su una ormai sfruttatissima scheda ‘CP System II’. 
Formula vincente non si cambia: il gameplay e l’estetica del nuovo titolo rimangono fondamentalmente quelli di X-Men vs. Street Fighter, conditi da alcune ovvie revisioni e aggiunte che vedremo a breve nel corso della recensione.

Tutti i personaggi

Iniziamo col dire che Marvel Super Heroes vs. Street Fighter propone un roster di diciassette lottatori immediatamente selezionabili, otto provenienti dall’universo Marvel e nove da quello di Street Fighter. 
Salvo Cyclops e Wolverine, tutti gli altri mutanti del precedente episodio sono rimpiazzati da altri characters estrapolati direttamente da X-Men: Children of the Atom (il solo Omega Red) e da Marvel Super Heroes (Captain America, Spider-Man, Hulk, Blackheart e Shuma Gorath).

Cambiamenti li troviamo anche nel cast Capcom: ritornano quasi tutti i vecchi combattenti di prima con le eccezioni di Cammy e Charlie, sostituiti per l’occasione da Sakura e da quel soggettone di Dan Hibiki. 
In aggiunta a questi diciassette personaggi, il roster propone anche sei ‘hidden characters’ sbloccabili tramite appositi codici: questi sono in pratica versioni alternative di alcuni lottatori già conosciuti, ‘alterati’ nei colori e nel set di mosse: ‘Dark Sakura’, ‘Mecha-Zangief’, ‘Shadow’ (una versione oscura e robotica di Charlie), ‘Armored Spider-Man’, ‘Mephisto’ e ‘U.S. Agent’ (rispettivamente ‘alterazioni’ di Blackheart e Captain America).

Il ritorno di Apocalypse

Ritorna Apocalypse, questa volta nelle vesti di sub-boss, a cui segue il vero boss finale che si palesa nella figura di un potentissimo Akuma meccanico, conosciuto come ‘Cyber Akuma’ / ‘Mech Gouki’.
La versione arcade giapponese del gioco offre l’esclusiva di un ulteriore ‘lottatore’,  estraneo sia all’universo Capcom che a quello Marvel: sto parlando di Norimaro, personaggio originale creato dall’attore comico Noritake Kinashi, che nel gioco gli presta addirittura la voce.

Norimaro è rappresentato come il tipico otaku giapponese, vestito con la tradizionale divisa scolastica e armato di macchina fotografica: è un combattente bizzarro e alquanto surreale, goffo e sgraziato, in grado di lanciare contro gli avversari vari tipi di oggetti scolastici come righelli, squadre, cartelle e quaderni… ma anche pelouche e mini bambole di Akuma!
Il roster del secondo ‘crossover’ con i supereroi dell’universo Marvel si presenta coloratissimo e caratterizzato da splendidi ‘artworks’.

Marvel Super Heroes VS Street Fighter

Qualche extra

Per l’occasione, il cast di “Street Fighter” conta in aggiunta Akuma e Dhalsim; Sakura e Dan Hibiki prendono invece il posto di Cammy e Charlie. 
La versione giapponese del gioco include il ‘nerd’ Norimaro come personaggio extra selezionabile. 
Tuttavia, malgrado la sua apparenza spiccatamente comica e ridicola, Norimaro è un lottatore piuttosto interessante da utilizzare, che vanta alcune delle mosse più potenti del gioco.

Ad un più attento ed equilibrato bilanciamento tra i lottatori (alcuni dei quali beneficiano
dell’aggiunta di qualche nuova mossa speciale) e ad una lieve riduzione del livello di ‘insanità’ inerente il feroce ‘combo system’, il gameplay di Marvel Super Heroes vs. Street Fighter vede l’introduzione di un nuovo metodo di cooperazione conosciuto come “Variable Assist’: con questo sistema il giocatore può richiamare in gioco il partner, che si palesa su schermo il tempo necessario per eseguire una mossa speciale.

Grafica, musica e annunciatore

Sotto l’aspetto grafico/estetico ritroviamo i backgrounds del precedente episodio, per fortuna leggermente modificati, con l’inserimento di alcuni dettagli e il cameo di ‘special guests’ prelevati da entrambi gli universi Marvel e Capcom: insomma, un facile e veloce ‘copia e incolla’ con giusto qualche aggiunta ‘fan-service’ per solleticare ulteriormente l’interesse dei fanboy.
Almeno gli artworks e le musiche sono tutti nuovi: armoniosi e ben disegnati i primi, coinvolgenti e ben orchestrate le seconde. 

Anche l’annunciatore è tutto nuovo, e oltre a parlare con toni entusiastici nel corso di tutta la ‘opening intro’, urla a gran voce il nome delle
‘Hyper Combo’ di ogni personaggio quando eseguite come ‘Hyper Combo Finish’: “Shinkuu Tatsumaki-Senpuu-Kyaku!!”, “Crawler Assault!!”,“Midare Zakura!!”, “Shouryuu Reppa!!”…
Una trovata piuttosto interessante, non c’è che dire. 111 MARVEL SUPER HEROES VS STREET FIGHTER (1997)

Marvel Super Heroes VS Street Fighter

Miglior porting

Come già accaduto per il predecessore, anche Marvel Super Heroes vs. Street Fighter diviene oggetto di una trasposizione per Sega Saturn, rilasciata nell’Ottobre ‘98 sempre e solo per il mercato giapponese, e di un’altra per Sony PlayStation uscita nel Febbraio del ‘99 in Giappone, America ed Europa…
E anche qui, stessa storia di
prima: il miglior porting è quello per la console Sega, tecnicamente superiore, e quindi preferibile a quello per la console Sony.

Memoria RAM

Grazie alla cartuccia di espansione memoria da 4MB, l’adattamento per Saturn include tutte le animazioni, le musiche e il ‘Tag Team’ del coin-op originale, riproponendone totalmente il feeling e risultando quindi ‘arcade perfect’. 
A causa dei soliti problemi di memoria RAM della PlayStation, l’adattamento per la macchina Sony risulta simile al precedente porting di X-Men vs. Street Fighter, con suoni e animazioni migliori, ok, ma ancora ‘castrato’ dell’originale ‘Tag Team’.
Per compensare a tale carenza questo port offre le esclusive modalità ‘Hero Battle’, ‘Crossover’, e una ‘Gallery’ contenente vari artworks, sbloccabili solo raggiungendo determinati obiettivi di gioco.

Marvel Super Heroes VS Street Fighter

I due metodi di gioco

Nel dettaglio, la ‘Hero Battle’ consiste in una serie di sfide ad esclusione tra una nostra fazione scelta di eroi (o squadrone Capcom o squadrone Marvel, senza possibilità di miscugli) e quella gestita dalla CPU: per vincere i match è ovviamente necessario sconfiggere i componenti della squadra avversaria, e la battaglia termina quando tutti i guerrieri di una fazione vengono sconfitti. 
‘Crossover’ è invece l’opzione che permette al possessore della edizione PlayStation di usare la versione limitata del ‘Tag Team’ vista in precedenza nel port di X-Men vs. Street Fighter nel solo ‘VS Mode’. 

Scegliendo questa modalità vien data al giocatore la possibilità di selezionare un personaggio principale, mentre la scelta del partner è azione che spetta al computer: in questo modo si combatterà una battaglia di coppia contro gli stessi avversari/cloni (controllati dalla CPU) e godendo finalmente del ‘Tag Team’. 
In sostanza, se il nostro team è formato da Ken (primo lottatore) e Spider-Man (partner), allora il team gestito dalla CPU sarà composto da Spider-Man (primo lottatore) e Ken (partner)…

Tutto chiaro? 

In entrambi gli adattamenti, come già nel coin-op originale, è possibile sbloccare i sei personaggi segreti tramite semplici codici da inserire nel roster di selezione, e abilitare addirittura Cyber Akuma rispettando però severe richieste di gioco. 
Apocalypse è sbloccabile esclusivamente su PlayStation, infine Norimaro è presente in entrambi i port, ma ovviamente solo nelle rispettive versioni giapponesi…
In conclusione: i nuovi personaggi aggiunti, le nuove musiche, l’annunciatore sbraitante e il solito gameplay casinista bastano a fare di Marvel Super Heroes vs. Street Fighter un titolo memorabile, nonché valido sequel di X-Men vs. Street Fighter?
Bah, molto probabilmente non sono la persona più indicata per rispondere a tale quesito…
Il titolo è certamente ben realizzato e confezionato, dotato di spiccato ego e carisma, ma non c’è verso, io proprio non riesco a giocarci: al quarto ‘super jump’ e alla ennesima devastante esplosione causata da una ‘Hyper Combo’ da ‘20 hit’ vengo colto da disagio, nausea, confusione mentale e bruciore agli occhi.

Marvel vs. Capcom: Clash of Super Heroes

É chiaro che molti fans lo adoreranno visceralmente e ci andranno a nozze, ma ahimè, io non rientro in quella categoria di giocatori. 
Detto ciò, mamma Capcom non sta certo a pensare a personaggi sensibili e delicati come il sottoscritto: tutt’altro invece! Sapete infatti che fa? 
Si rimbocca bellamente le maniche mettendosi alacremente al lavoro per realizzare un sequel dal sicuro e ovvio successo: ed ecco che Marvel vs. Capcom: Clash of Super Heroes esce in arcade all’inizio dell’anno ‘98 espandendo il ‘character roster’ oltre l’universo di Street Fighter, tramite l’inserimento di personaggi prelevati da altri suoi noti franchise, come per esempio Strider, Mega Man e Darkstalkers…
Insomma, mi fanno male gli occhi soltanto a pensarci…

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