Last Resort

MVS Release: 23/03/1992 – Developer: SNK – Publisher: SNK – Meg count: 45 – Genre: Shoot ’em up

Last Resort

Per quanto sorprendente possa sembrare, Last Resort è il primo sparatutto a scorrimento orizzontale per Neo Geo.

Le macchine invadono la Terra

Fortemente ispirato al leggendario R-Type (Irem, 1987), la storia di Last Resort si svolge in un lontano futuro dove la razza umana ha raggiunto ormai i novanta miliardi di abitanti: nel corso degli anni, la nocività dell’aria contaminata e la pluriennale combustione del petrolio, hanno trasformato vaste aree della Terra in zone desertiche.
La razza umana ha sviluppato la tecnologia per la colonizzazione spaziale, iniziando quindi la disperata migrazione nello spazio.
Resistenti fortezze e città vengono quindi costruite permanentemente nella vastità della galassia. Ma improvvisamente, viene captato un segnale…
A causa probabilmente di una qualche influenza aliena, un misterioso virus informatico infetta il computer principale della terza colonia spaziale.
Il computer prende il controllo di tutto e inizia la sistematica eliminazione degli abitanti.
Le macchine mobili, programmate per sterminare le forme di vita umane, invadono la Terra e le restanti colonie. I veterani delle battaglie spaziali vengono sconfitti uno dopo l’altro, diventando di fatto soldati del computer.
La sola speranza rimasta per l’umanità è affidata ad avanzate navi spaziali dotate di grande potenza di fuoco…

Last Resort

Atmosfera apocalittica

Il giocatore si mette al controllo di un’agile astronave da guerra “TZ-024” (affiancata da un’astronave “YS-024”, in caso di gioco in due players), per assolvere l’improbo compito di sterminare le macchine che minacciano l’umanità.
Last Resort prende in prestito dal titolo di Irem l’impostazione dell’armamento, come il ‘pod’ e alcune delle armi, ma anche la sua difficoltà.
Siete quindi avvisati.

La grafica di Last Resort è notevole sotto molti punti: finezza, dettaglio, scelta dei colori.
Riporta inevitabilmente alla mente il famoso film di animazione “Akira” – tratto dal manga di Katsuhiro Otomo – spesso menzionato dai fans soprattutto per via del primo livello del gioco, con bellissimi sfondi di una Tokyo futuristica.
L’atmosfera post-apocalittica è letteralmente palpabile, attraverso molti dettagli grafici e musiche ispirate.

Il gioco racchiude solo cinque livelli, ma questi sono abbastanza vari, nonostante si incontrino le stesse navi nemiche.
L’atmosfera futuristica “hi-tech” permea il gioco, con grattacieli crollati, megalopoli di cemento, città allagate, ma anche orde di “mecha” che sembrano uscire direttamente dall’anime robotico “Macross”.
L’atmosfera è oltremodo stressante, con alcuni passaggi davvero spaventosi. È come guardare la fine del mondo!
Il dominio delle macchine…
Il mondo descritto da “Terminator” non pare così lontano.

Oltre alla grafica, anche i suoni sono di grande impatto, e contribuiscono pesantemente ad immergere il giocatore nell’azione, con laser, esplosioni, il suono della pioggia battente e il fragore di feroci scontri al cardiopalma.
Per quanto riguarda le melodie, sono discrete ma ben in tono, sintetiche e metalliche.
Ma tutto questo lavoro di bei suoni e immagini è presto dimenticato, grazie ad un’azione talmente frenetica da togliere il fiato!

Il Pod

Il gameplay prende in prestito le semplici ma eccellenti basi stabilite da R-Type pochi anni prima: la navicella può essere ben equipaggiata collezionando nel corso degli stage di gioco i giusti ‘power-up’, e può munirsi di un ‘pod’ che è sia offensivo che difensivo.
Quest’ultimo, non solo è usato come scudo contro la moltitudine di fuoco nemico (tuttavia, plasma e laser passano attraverso, fate attenzione), ma permette anche di lanciare potenti raffiche. Il ‘pod’ può anche essere lanciato per fare danni devastanti in direzioni diverse, caricando lo sparo con il tasto A.
B è il pulsante che permette di fissare o rilasciare il ‘pod’ in una certa posizione, in quanto può essere impostato tutto intorno alla nave.
Se si raccolgono bonus blu, il modulo può anche rimbalzare contro le pareti; se rossi, scivolerà su di esse.

Basta un solo colpo...

I boss, macchine da guerra giganti, sono belli e di solito piuttosto duri a morire: l’arsenale a disposizione non sarà mai troppo potente per superare con facilità questi leviatani dello spazio, eliminabili trovando, mirando e sparando a raffica contro il loro punto debole.

L’animazione è ben realizzata, liscia e veloce, con fondali spesso in movimento. Purtroppo ci sono alcuni rallentamenti (pochi quando si gioca da soli, ma più sensibili per il gioco cooperativo) e qualche ‘bug’ grafico.
La longevità è artificialmente alta: un solo colpo ricevuto distrugge la nostra navicella… siate quindi pronti a sfruttare un buon numero di crediti.

Anche se il gioco ha solo cinque livelli, il giocatore deve affrontarli due volte per finirlo, senza contare il fatto che Last Resort è piuttosto difficile da completare.
Una scelta di dubbio gusto: se per il primo passaggio c’è comunque la voglia di vedere cosa c’è dopo, nel secondo passaggio, anche a causa dell’estrema difficoltà, manca quella voglia di accanirsi per portarlo a termine.
Sarebbe stato meglio qualche livello in più, e forse il titolo di SNK si sarebbe messo al livello di R-Type.

Con questo non vogliamo distruggere i sogni di qualcuno, ma i giocatori devono sapere che il gioco in realtà non ha un finale degno di questo nome.
È un dettaglio sciatto e infelice, soprattutto sapendo dell’attenzione e della cura che questa software house mostra di solito nei suoi lavori.

Oltre a queste considerazioni, Last Resort è un ottimo Shoot ‘em up, con un’atmosfera molto particolare, quasi unica nel suo genere, con un gameplay molto divertente e una realizzazione sconvolgente all’epoca della sua uscita.

Per restare aggiornati, seguite la pagina forum 

Lascia un commento

Ultime dal forum..

Ultimi messaggi

Facebook..