King of the monsters

MVS Release: 25/02/1991 – Developer: SNK – Publisher: SNK – Meg count: 55 – Genre: VS Fighting / Wrestling 

Siete stati avvertiti: a furia di scaricare rifiuti tossici, il pianeta si è irrimediabilmente fottuto.
Il mondo è diventato un enorme immondezzaio e, quel che è peggio, tutto questo casino incombe pesantemente sulle nostre teste.
Il declino causato dalla razza umana ha finito per creare mostri e creature spaventose dai geni mutati; esseri che arrivano a misurare anche decine e decine di metri e dotati di poteri soprannaturali.
Esattamente come nei sogni premonitori menzionati da Lovecraft e Clarke, questi giganti hanno assunto la forma di mostruose entità mitologiche…

King Of The Monsters

Modalità di gioco

Con King of the Monsters, SNK ci fornisce un mix tra un gioco di mostri – come lo storico Rampage (Midway, 1986) – e un semplice gioco di wrestling.
È possibile giocare da soli o in ‘co-op’ contro la CPU, oppure, come in un qualsiasi picchiaduro che si rispetti, due players possono combattere tra di loro in modalità “1 vs 1”.

I protagonisti

Per cominciare, dobbiamo scegliere il nostro colosso preferito tra una rosa di sei personaggi; una scelta neppure poi così limitata per un gioco datato 1991.
Abbiamo Astro Guy, altro non è che un omaggio all’eroe dei “Tokusatsu” nipponici “Ultraman” e il cui nome rimanda al robottino “Astro Boy” creato dal famoso mangaka e regista Osamu Tezuka; c’è anche il mostruoso Geon, un chiaro omaggio al mitico Godzilla; Woo è invece un gorilla gigante fuggito dalla giungla, emulo di King Kong, mentre Rocky è un mostro di pietra, una versione gigantesca del personaggio ‘La Cosa’ de “I Fantastici Quattro”.
Ci sono anche Poison Ghost, un’entità fatta di moccio piuttosto orrenda ispirata al “kaiju” Hedorah (uno dei principali avversari di Godzilla), e infine Beetle Mania, un gigantesco insettoide altrettanto disgustoso vagamente ispirato a Megalon, altro kaiju la cui unica apparizione è nel film “Godzilla vs Megalon” del 1973.

king of the monsters

Il Giappone come sfondo

L’azione si svolge in sei grandi città giapponesi: Tokyo, Okayama, Kobe, Osaka, Kyoto e Hiroshima; dopotutto è risaputo che quando dei mostri vogliono fare danni iniziano sempre dal paese del Sol Levante…
Ognuna di queste città ci viene presentata in due differenti versioni: Kyoto, per esempio, può apparirci nel corso di una giornata di sole oppure ricoperta di neve, così come Hiroshima può esserci presentata di giorno o di notte.
Per sei città si avrà quindi un totale di sfondi pari a dodici, esattamente come il numero di combattimenti da vincere necessari per portare a termine il gioco.

king of the monsters

Delle mosse un po' simili...

Nonostante King of the Monsters non sia frustrante come il suo sequel, terminarlo è un’impresa davvero tosta!
Il gameplay “wrestling-style” è notevole, infarcito com’è da una vasta gamma di mosse: si può infatti colpire con pugni o calci, correre, saltare e, naturalmente, utilizzare alcune tra le più disparate tecniche di wrestling.
Eseguendo queste tecniche appariranno su schermo delle sfere “P”: raccogliendone dieci, il nostro personaggio si evolverà.
Tra le mosse disponibili figura anche la celebre “clothesline”, consistente nel lanciare l’avversario alle corde per fargli acquistare velocità e poi colpirlo duramente all’altezza del collo, correndogli incontro “a braccio teso”. 

Si può infierire su un avversario a terra o addirittura scagliargli contro i veicoli più disparati: carri armati, treni, aerei da combattimento e di linea.
Ancora, ogni lottatore ha a propria disposizione una “Finisher”, una sorta di supermossa finale eseguibile premendo i pulsanti A e B contemporaneamente: Woo lancia devastanti palle di elettricità, Geon sputa fuoco, Poison Ghost usa le sue braccia allungabili, Rocky usa un masso lanciato come proiettile, Beetle Mania scaglia il corno che ha sulla fronte e Astro Guy spara un raggio laser dal dorso della mano; la potenza di questi attacchi varia a seconda del livello raggiunto dal lottatore.
Tutte queste tecniche offrono un sacco di opportunità e permettono molte strategie di gioco, soprattutto quando si gioca in team!
Nonostante un parco mosse accettabile, il gameplay mostra presto tutti i suoi limiti: ogni lottatore combatte praticamente allo stesso modo, dal momento che attacchi e lanci sono quasi tutti identici o quantomeno simili tra loro. 

Detto questo, è comunque particolarmente divertente distruggere intere città, soprattutto quando si fa esplodere la faccia di un avversario contro un edificio o quando si fa atterrare un nemico dopo un supplex direttamente sul Castello di Osaka!

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Grafica e suoni appaganti

La grafica prospettica delle città giapponesi, davvero molto bella e dettagliata, fornisce animazioni piacevoli e molto particolareggiate.
I mostri sono ben disegnati, anche se le animazioni dei personaggi non sono esattamente il massimo.
Ad impressionare è soprattutto la colonna sonora: i sei temi del gioco sono molto originali, ispirati e brillantemente orchestrati; non sfigurano però neppure le decine di effetti sonori splendidamente digitalizzati.

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King of the Monsters è dunque un titolo originale, divertente e discretamente realizzato.

All’epoca, King of the Monsters ha avuto un adattamento per le console a 16 bit Sega Mega Drive e Super Nintendo.
Entrambi questi adattamenti sono stati pubblicati da Takara, con la versione Super Nintendo sviluppata da Genki nel 1992 e la versione Mega Drive sviluppata da SPS nel 1993.
Le due versioni sono abbastanza identiche tra di loro, eccetto il fatto che la versione Mega Drive ha i nomi di certe città cambiate in nomi ridicoli come per esempio “Mega Port”, “Castle City” e “Dragon City”.
Queste trasposizioni vanno ovviamente incontro ad alcuni compromessi tecnici rispetto all’originale per Neo Geo, inoltre, in entrambe, il numero dei lottatori passa da sei a quattro, con l’estromissione di Woo e Poison Ghost.

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