Intervista ad Andrea Contato

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Andrea Contato con il primo volume di Through the Moongate – La storia di Richard Garriott, Origin System Inc. e Ultima

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Andrea Contato, lo storico italiano dei videogames per eccellenza, in vista dell’uscita del suo prossimo libro pubblicato da Retroedicola Videoludica: Video-Giochi – Persone, giochi e compagnie che fecero la storia dei videogiochi (qui potrete effettuare il pre-order).

Ciao Andrea, raccontaci qualcosa di te.

Richard Garriott (Origin System Inc.)

Prima di tutto, sono un videogiocatore. Lo sono sempre stato e non ho mai smesso di giocare. Poi sono un appassionato di storia che, sin da piccolo, credeva che da grande avrebbe fatto lo scrittore. Avevo meno di dieci anni quando ho iniziato a creare storie e scriverle sul mio C64 con geoWrite, il word processor di Geos. Nonostante i ripetuti tentativi, non ho scritto niente di memorabile finché non ho provato ad unire le mie due grandi passioni – i videogiochi e la storia – con la mia maggiore aspirazione: diventare uno scrittore.
È stato un esperimento fortunato: ho scelto una serie di videogiochi che mi piaceva più delle altre – la saga di Ultima – e ho iniziato una lunga e approfondita ricerca al termine della quale ho scritto una sorta di biografia di Richard Garriott, la storia della sua compagnia, Origin Systems Inc, e della sua memorabile serie di giochi di ruolo per computer.

E come andò, soddisfatto del tuo primo vero lavoro?

Molto. Abbiamo fatto due campagne di crowdfunding per finanziarne la pubblicazione e la stampa bilingue, in italiano e inglese. Il titolo ha riscosso un buon successo di vendite e ha trovato l’interesse per un’ulteriore traduzione in lingua russa che dovrebbe giungere a termine a marzo del ’22.

E ora uscirà un altro tuo nuovo libro.

Video-Giochi di Andrea Contato – Ottobre 2021

Sì. Diversamente da Through the Moongate (visita lo shop per acquistarlo), che era nato come libro singolo e che poi è diventato una serie in due volumi, il mio nuovo progetto è nato come una serie di cinque volumi. Si chiama Video-Giochi e ha un sottotitolo che credo renda molto bene l’idea di come ho deciso di affrontare il tema: Persone, giochi e compagnie che fecero la storia dei videogiochi. In Through the Moongate mi sono concentrato su un solo autore – Richard Garriott – e su una sola compagnia, seguendo principalmente l’evoluzione del genere di giochi di ruolo per computer. In Video-Giochi ho voluto seguire la nascita e lo sviluppo dell’industria dei giochi nel modo più completo e trasversale possibile, parlando di arcade, console e computer.

È una storia che è stata già raccontata.

Vero. Infatti ho meditato a lungo sull’opportunità di un’opera di questo tipo. L’argomento è stato già toccato da molte altre opere. Perché valesse la pena scrivere un nuovo libro – anzi, una serie di cinque libri – era necessario trovare qualche cosa di nuovo da raccontare o raccontarlo in modo diverso. Io ho cercato di fare entrambe le cose: da una parte ho approfondito argomenti che sono stati spesso solo accennati e mai sviscerati adeguatamente, e dall’altra ho scelto un modo diverso, e credo originale, di affrontare la materia. Nelle opere disponibili spesso l’attenzione dell’autore è più incentrata sul gioco o sull’hardware. Le persone sono un contorno: nomi che vengono elencati per dare un volto ad un prodotto. Ma, a meno che non si tratti di nomi importanti e già noti di sviluppatori passati alla leggenda, spesso appaiono nella narrazione in modo incidentale e referenziale. Questo, secondo me, è un grosso errore. Nel momento in cui si riconosce al videogioco la dignità di un oggetto scaturito dall’inventiva del suo ideatore, diventa fondamentale spiegare il processo creativo che gli ha dato origine. Non mi sono quindi accontentato di andare alla ricerca di nuovi dettagli, ma ho voluto ricostruire con precisione l’aspetto creativo dello sviluppo dei videogiochi, mettendo al centro della narrazione non il prodotto, ma le persone che lo hanno creato, le loro esperienze, le loro conoscenze, le loro capacità, la loro indole e tutte gli elementi che hanno concorso a far si che il loro gioco finisse per essere disegnato come lo conosciamo noi oggi.

Quindi un’opera che dovrebbe contare in tutto cinque volumi. Con quale cadenza verranno rilasciati?

Il primo è già scritto e in corso di stampa. Gli altri seguiranno nei prossimi anni, impegnandomi ad una cadenza annuale.

Come sei arrivato alla decisione di dividere l’opera proprio in cinque volumi e non meno?

Il primo doveva trattare necessariamente la materia sin dalle origini. Scrivendolo mi sono accorto che, perché fosse adeguatamente dettagliato, ma non troppo lungo, dovevo fermarmi al ’79. Eppure c’era ancora così tanto da raccontare. In quel momento ho capito che avevo bisogno di allargare l’opera e dividerla in altri volumi. Mi sono chiesto fino a che punto valesse la pena di spingersi e ho deciso di chiudere la narrazione al 1999. 

Perché fermarsi al vecchio millennio e non oltre?

Perché la mia chiave di lettura della storia dei videogiochi è incentrata sulle persone. L’industria dei videogiochi a partire dalla fine degli anni ’80 cambia radicalmente, spingendo su prodotti sempre più complessi, frutto dell’opera di gruppi di lavoro e non di singoli. Pur con le dovute eccezioni, l’individuo perde la centralità e con esso la mia narrazione perde focalizzazione. Allora ho deciso di concludere la serie al ’99 e ho diviso i venti anni dal ’79 al ’99 in quattro volumi da 5 anni. 

È tutto già deciso, quindi.

Il piano dell’opera è redatto. Non è scolpito nella pietra. Sicuramente alcuni titoli cambieranno e in corso d’opera sarà necessario ricalibrare alcune parti. Ma il progetto c’è ed è stato valutato a lungo. Dipendentemente dall’interesse suscitato, non escludo di andare oltre il ’99, ma per ora voglio concentrarmi su quello che ho già pianificato.

Grazie Andrea, rimanendo in attesa di poter metter mano su questa tua fantastica opera ti salutiamo e ti auguriamo di riscuotere il successo che meriti per l’enorme studio e ricerca che c’è dietro al tuo racconto.

Grazie a voi, un caro saluto a tutti gli amici di Retro-Gamers!

2 risposte

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