Fatal Fury 3 – Road To The Final Victory

MVS Release: 27/03/1995 – Developer: SNK – Publisher: SNK – Meg count: 266 – Genre: VS Fighting

Fatal Fury 3

Nuovo standard

The Lone Wolves are back”!
Così annuncia l’intro spaccamascella di Fatal Fury 3 – Road to the Final Victory – (in originale Garou Densetsu 3 – Haruka Naru Tatakai -)!
Siamo nel 1995, in quella metà degli anni ’90 il
mondo dei videogiochi stava drasticamente cambiando e così pure le esigenze dei videogiocatori: possenti picchiaduro 3D come Virtua Fighter 2 (Sega) e Tekken (Namco) sembravano aver preso il sopravvento sull’ormai “obsoleto” 2D.
Ma intanto, tra il ‘93 e il ‘94, SNK regala opere che diventeranno importanti capisaldi del genere ‘VS Fighting’ a due dimensioni: Fatal Fury Special, Samurai Shodown, Samurai Shodown II, Art of Fighting 2 e soprattutto The King of Fighters ’94.

Ed è nel 1995 che la
software house di Osaka decide di sfornare il quarto episodio di Fatal Fury.
Dopo il grande successo di Fatal Fury Special, SNK non poteva permettersi di stonare e fare un buco nell’acqua con il nuovo episodio.
E allora cosa decide di fare?
Semplice: settare un nuovo standard per la sua prima saga di combattimento, ripartendo quasi da zero.
Così come fece Capcom, che proprio in quel periodo inaugurò la serie Zero/Alpha del suo Street Fighter.

Introduzione

Tornando a Fatal Fury 3, il gioco impressiona a partite dalla granitica e maestosa introduzione: i Mega ora a disposizione sono 266, quasi il doppio del predecessore!
Sì, SNK vuole fare sul serio e lasciare il segno.
Scopo che riuscirà ad ottenere, anche se soltanto in parte.
Il risultato è un gioco particolare ma affascinante, pieno di stile e dalle meccaniche serrate.

Vecchie conoscenze

Dopo la ‘opening intro’ e l’ “How to Play”, eccoci arrivare al roster: le vecchie conoscenze selezionabili sono Terry ed Andy Bogard, Joe Higashi, Mai Shiranui e Geese Howard, a cui si affiancano il mastodontico kickboxer di origini italiane Franco Bash, il detective hongkongese Hon Fu, il monaco buddista Sokaku, il simpatico Bob Wilson esperto in Capoeira, e infine un nuovo personaggio femminile, la bionda e sensualissima Blue Mary.
I
boss finali sono il cattivissimo Ryuji Yamazaki e i due gemelli cinesi Jin Chonshu e Jin Chonrei.

Ripartire da zero

Se in Fatal Fury 2 e Fatal Fury Special il campo di battaglia era il mondo intero, in questo episodio il teatro degli eventi torna ad essere la città di South Town…
Dicevo in principio che SNK, per Fatal Fury 3, decide di ripartire quasi da zero: infatti, sprites, stage di gioco, animazioni, musiche ed effetti sonori sono tutti nuovi.
Dalla tradizione vengono mantenuti l’utilizzo dei quattro pulsanti (A e C per i pugni, B e D per i calci), i piani di gioco (che questa volta però da due diventano tre), le incredibili ‘Desperation Moves’ (con l’aggiunta delle ‘Hidden Desperation Moves’), le provocazioni, le combo, le schivate e gli scatti in avanti e indietro.
Gli scontri per ogni stage vedono ancora
l’alternarsi del giorno e della notte, creando come non mai quadri suggestivi e di notevole atmosfera.
Il nuovo sistema a tre piani di gioco (conosciuto come “Oversway System”) contribuisce ad ampliare il gameplay e le fantasie di tecniche di combattimento.

Fatal Fury 3

Funzioni

I lottatori combattono primariamente nel piano intermedio o piano principale: premendo A+B ci si sposta sul piano frontale, premendo B+C ci si sposta invece sul piano posteriore.
Un sistema, questo, che voleva essere innovativo, ma che non centrò appieno il suo scopo proprio per colpa della complessità e poca immediatezza sul sistema di comando.
E a proposito di cose “complesse e poco immediate”: signore e signori, ecco a voi le ‘Hidden Desperation Moves’!

Tali mosse richiedono un’attivazione: prima dell’inizio del combattimento bisogna premere
A+B+C+D+Start…
Possono essere utilizzate una sola volta per round e le condizioni per effettuarle variano da personaggio a personaggio. In più, causa l’assurda sequenza di comandi da immettere, risultano dannatamente complicate da eseguire.

Fatal Fury 3

Sistema combo

Risulta invece molto interessante e d’effetto il nuovo sistema di combo, che permette di infliggere colpi concatenati dalla notevole potenza, con tanto di fiotti di sangue versato.
C’è inoltre la possibilità di eseguire la finta di alcune mosse speciali (“Fake Moves”) e la parata durante il salto (“Air Blocking”).
Grazie a tutti questi aspetti, la velocità di gioco è stata
implementata, così come la violenza e la furia dei match.
Fatal Fury 3 mantiene ritmi decisamente serrati e si richiede alta concentrazione e padronanza della pulsantiera di controllo, perchè abbassare la guardia anche per poco non è concesso: pena una rapida ed umiliante sconfitta.
In più, sottigliezza non da poco, si può interagire con il fondale: in base al tipo di tecnica utilizzata per sconfiggere l’avversario, questi verrà scagliato fuori dal ring, o in profondità o con effetto ‘zoom’ verso lo schermo.
Sono tocchi di grande stile, mica dettagli da ridere!

Fatal Fury 3

Livelli

I dodici stage si stabilizzano in un contesto di eccellenza animata e grafica, e l’ottima colonna sonora spazia tra sfuriate rock-metal a toni più introspettivi e d’atmosfera.
Fatal Fury 3 è anche caratterizzato dal “Fighting Level System”: in pratica, al termine di ogni round vinto, la CPU stima il combattimento del giocatore con una votazione che va da ‘A’ a ‘SSS’.
A seconda della media dei voti, varia il boss finale da affrontare.
Ad inizio gioco, dopo
aver selezionato il personaggio da utilizzare, si deve scegliere quale avversario affrontare per primo tra Joe Higashi, Blue Mary, Bob Wilson e Franco Bash; sconfitti questi quattro avversari si prosegue con un combattimento di un solo round contro Ryuji Yamazaki, per poi vedersela, nell’ordine, contro Mai Shiranui, Andy Bogard, Hon-Fu, Sokaku Mochizuki, Terry Bogard, Geese Howard e ancora Ryuji Yamazaki, da affrontare questa volta in un match in piena regola.
Se fino alla sfida contro Yamazaki il nostro livello di combattimento è stato
basso, il gioco termina dopo questo incontro.
Se il livello è stato medio, una volta sconfitto
Yamazaki, è il turno di Jin Chonshu.
Con un livello medio-alto si affronta comunque Jin
Chonshu, ma con un cameo di Jin Chonrei.
Infine, con un livello alto si affronta Jin Chonrei,
il vero boss finale del gioco.

In conclusione, il quarto capitolo della saga di Fatal Fury è appagante e confezionato molto bene, ma con alcuni aspetti di gameplay che non sempre riescono a convincere.
Ma la saga stava perfezionandosi, e tale evoluzione si potrà iniziare ad ammirare a partire dall’episodio successivo, che vedrà la luce sempre in quello stesso anno 1995…

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