Call of Cthulhu: Dark corners of the Earth 

Headfirst Productions – 2005

Call of Cthulhu: Dark corners of the Earth

La creatura

Avete mai sentito parlare di H.P. Lovecraft, famoso scrittore americano di Providence, vissuto agli inizi del novecento?
Questo illustre autore ha creato, grazie ai suoi racconti, un intero pantheon di divinità mostruose, che prendono il nome di “Grandi Antichi”, ed ha introdotto il mondo al famoso “Necronomicon”, un libro fittizio scritto dall’arabo pazzo Abdul Alhazred, dove sarebbe narrata la storia e l’origine di questi esseri. 

La sua creatura più famosa è Cthulhu, una semi divinità che dorme nella città sommersa di R’lyeh, e che attende il momento del risveglio per chiamare sulla terra i “Grandi Antichi”.
La creatura avrebbe da sempre una schiera di fanatici adoratori; un culto nascosto, che ha continuato ad esistere da tempo immemore, così come scritto nel racconto “Il richiamo di Cthulhu”.
Da sempre ispiratore di artisti, scrittori e registi (H.R. Giger, Stephen King e John Carpenter, giusto per citarne alcuni) il celebre autore ha avuto da anni la fortuna di arrivare agli appassionati dell’horror ed è ancora oggi studiato ed apprezzato. C’è perfino una casa editrice di giochi di ruolo e da tavolo, la Chaosium, che si è specializzata nella produzione di materiale dedicato alla sua cosmogonia.

Breve vita

Il titolo di cui parliamo è basato proprio sul mito di Cthulhu e sull’universo creato da Lovecraft. Dark Corners of the Earth è, almeno sulla carta, uno sparatutto in prima persona dalle atmosfere horror.
Il gioco della Headfirst Productions inizia il suo ciclo vitale nel 1999 ed è inizialmente previsto su PC e PS2.
Il titolo viene fin da subito presentato come un progetto estremamente ambizioso, che fonde un’esperienza totalmente soggettiva ad una storia non lineare con l’inserto di meccaniche da gioco di ruolo ed una straordinaria modalità cooperativa (che poi non sarà inserita).

Nel 2001 DCOFTE (abbreviato) sembra a buon punto e gli sviluppatori riescono persino ad avere il marchio ufficiale della Chaosium, ma le cose si complicano rapidamente, sia per una lavorazione difficoltosa (che poi porterà a semplificare il gioco) che per la perdita del distributore ufficiale.
In soccorso dei ragazzi di Headfirst arriva però Bethesda Softworks, che si offre di pubblicare il gioco e lo sposta in esclusiva su Xbox, con una  versione successiva prevista per PC.

Dark Corners of the Earth debutta nell’Ottobre 2005 sulla console Microsoft e, nonostante i pareri molto favorevoli della critica, vende pochissimo. Anche l’uscita su PC, che arriva nel Marzo del 2006, non migliora le cose: le recensioni continuano a lodarlo ma nessuno lo compra.
Dopo l’abbandono di Bethesda, Headfirst si ritrova da sola ed è costretta a chiudere i battenti, lasciando a metà il seguito di DCOFTE, Call of Cthulhu: Destiny’s End, ed un altro gioco sempre ispirato ai racconti di Lovecraft, Call of Cthulhu: Beyond the Mountains of Madness.

Call of Cthulhu: Dark corners of the Earth

Trama

Quindi, com’è il gioco che ha distrutto questo promettente sviluppatore?
Dark Corners of the Earth inizia nel 1915. Il detective Jack Walters viene chiamato per assistere la polizia durante l’irruzione in un edificio di Boston, che si dice sia legato ad un misterioso culto. Trovatosi separato dagli agenti, Walters inizia ad investigare e scopre qualcosa che lo porta sull’orlo della follia.
Dopo aver passato sei anni nel manicomio di Arkham, di cui praticamente non ricorda niente, l’uomo viene fatto uscire e diventa un investigatore privato. Seguendo un caso di una persona scomparsa, Walters si ritrova ad Innsmouth, una città costiera molto particolare, dove il suo passato tornerà a tormentarlo.

Call of Cthulhu: Dark corners of the Earth

Un forte impatto

Graficamente il gioco è di buon livello; la visuale è rigorosamente in soggettiva, comprese le sequenze legate alla narrazione.
I modelli di personaggi e creature sono realizzati in modo discreto, pur non facendo gridare al miracolo. Gli ambienti, invece, sono splendidi per ricchezza e qualità di dettagli, compresa un’ottima accuratezza storica. Anche il sistema di illuminazione contribuisce in modo determinante all’esperienza, con tutta una serie di effetti di luce in tempo reale molto convincenti, che aiutano a calarsi nell’oscura Innsmouth. Anche gli effetti legati alla sanità mentale sono d’impatto, ma non vi dico altro per non rovinare l’esperienza.

A livello audio troviamo un comparto di effetti di prim’ordine, unito ad un ottimo doppiaggio e ad una colonna sonora d’effetto.

Sull'orlo della pazzia

Dark Corners of the Earth è considerabile come uno sparatutto in prima persona, ma la definizione è molto riduttiva. Nel gioco passeremo molto tempo ad esplorare ed investigare sui misteri della cittadina e dovremo spesso scappare o nasconderci.
Anche quando potremo usare le armi da fuoco sarà comunque consigliabile adottare un approccio silenzioso, per poter evitare i nemici o ucciderli alle spalle.
Niente vieterà di massacrare tutti con le armi spianate, ma la partita diventerà molto più complicata. Il gioco non ha alcun tipo di indicatori a schermo e dovremo controllare la nostra salute ascoltando il respiro ed il battito del cuore del nostro protagonista.

I danni che ci verranno inflitti saranno localizzati in diverse zone del corpo e richiederanno ognuna una cura specifica. In caso di frattura alle gambe, per esempio, non potremo correre e sentiremo vibrare il pad ad ogni passo, oltre che udire il disgustoso suono dell’osso rotto che si muove.
Come se le cose non fossero già complicate, c’è da considerare anche il fattore della sanità mentale. Vedere cadaveri e mostruosità varie ci porterà sull’orlo della follia e se non staremo attenti Walters impazzirà. Gli effetti legati alla pazzia sono belli e coreografici e ricordano in parte quelli di Eternal Darkness su Gamecube, però avverranno con una frequenza allarmante.

Il gioco, come potete immaginare, è difficile e non è aiutato nemmeno dal sistema di salvataggio, che prevede solo alcuni punti disposti nella città, tutt’altro che vicini tra loro.
A livello di durata, Dark Corners of the Earth offre una storia lunga e complessa, che richiede molte ore di gioco. Il livello di sfida sarà alto e non mancherà di appassionare i più tenaci.

Tirando le somme quindi, siamo davanti ad un titolo molto particolare, che sicuramente può essere consigliato agli amanti di Lovecraft e a tutti i giocatori che cercano un’esperienza horror diversa dal solito.
Se riuscirete a superare lo scoglio della difficoltà, troverete un gioco appassionante e degno di essere recuperato.

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