Bakatonosama Mahjong Man’yuuki

MVS Release: 05/12/1991 – Developer: Monolith – Publisher: Monolith – Meg count: 46 – Genre: Mahjong

Bakatonosama Mahjong Man’yuuki

Il Mahjong è un gioco da tavolo di origini cinesi che, col tempo, ha trovato diffusione in tutto il mondo presentandosi in numerose varianti e modalità.
Questo gioco si è naturalmente prestato a trasposizioni videoludiche, sia in campo domestico sia in campo arcade, e anche il Neo Geo ne vanta alcuni esempi nella sua softeca.

Bakatonosama Mahjong Man’yuuki è il terzo titolo di mahjong in ordine cronologico ad
approdare su piattaforma Neo Geo MVS sul finire del 1991 ad opera di Monolith, software house che sul sistema arcade di SNK aveva già pubblicato agli inizi di quello stesso anno Minasan no Okagesama Desu!, altro bizzarro mahjong coraggiosamente ed eroicamente giocato e recensito da Mauro.

Lo stupido signorotto feudale

“Bakatonosama”, il protagonista del mahjong preso qui in esame, è un personaggio creato dal famoso attore comico giapponese Ken Shimura, e nasce come una parodia di un signorotto giapponese dell’epoca feudale.
Infatti il nome “Bakatonosama” può essere tradotto come “stupido signorotto feudale” e il titolo del gioco è molto liberamente interpretabile come ”Il viaggio di piacere del mahjong dello stupido signorotto feudale”.

Ma ahimè, non conoscendo nè la lingua giapponese nè tantomeno le regole del gioco del
mahjong, mi risulta estremamente difficile fare una recensione dettagliata ed approfondita di questo Bakatonosama Mahjong Man’yuuki.

Scopo del gioco

A chi può interessare, ecco trovata in rete una veloce panoramica sulle regole del mahjong in grado (forse) di dissipare il mistero che aleggia intorno a questo esotico gioco: i partecipanti alla partita (solitamente in numero di quattro) partono tutti con tredici tessere.
Le tessere sono ordinate in “semi” e “onori”.
Alla fine del gioco tutti ne avranno quattordici.
Le quattordici tessere finali dovrebbero comporre quattro tris (‘pung’) e una coppia (‘tai’): 4×3+2=14.
Questo è lo scopo del gioco.
Se un giocatore ci riesce fa «Mahjong» e la partita finisce, altrimenti va a monte.
È possibile anche fare poker (‘kong’), nel qual caso si pesca una tessera morta per compensare la quarta tessera impiegata.

Se si pescano degli ‘onori supremi’ si calano immediatamente davanti a sé, guadagnando
punti aggiuntivi, e li si sostituisce con una tessera morta.
Le coppie, i tris e i poker devono essere formati da tessere tutte uguali (stesso numero e stesso “seme”), a differenza del poker e degli altri giochi occidentali.
Si possono formare anche scale di tre tessere (‘chow’), ma esse non danno punti: servono solo a chiudere sostituendo un tris.
Il fulcro del gioco, come nel “Backgammon”, sono i raddoppi, ovvero combinazioni o tessere particolari che danno diritto a raddoppiare i punti di stecca, anche diverse volte.
Nel riuscire a realizzare le combinazioni più fruttuose sta la differenza tra il giocatore esperto e il principiante.

Bakatonosama Mahjong Manyuuki

Sol Levante

Molto apprezzato e conosciuto anche nella terra del Sol Levante (dove il mahjong è soprattutto un gioco d’azzardo), il Mahjong giapponese moderno è una versione standardizzata e semplificata della variante giapponese classica (non più giocata), molto utilizzata anche per i videogiochi.
Oltre a variazioni nel conteggio dei punti, la versione giapponese si distingue per le regole “riichi” e “dora” (non chiedetemi in cosa consistano, perchè non lo so).

Giappone feudale

Ma torniamo al nostro Bakatonosama Mahjong Man’yuuki: visionata in rete una breve e poco esaustiva sessione di gioco, posso dire che il titolo in questione si presenta graficamente molto colorato, con brevi sequenze animate e dai toni narrativi scanzonati e parodistici.
È un mahjong ambientato nel Giappone feudale e da quel che ho capito, il protagonista dovrà girare per le strade dell’antica Edo sfidando “a colpi di mahjong” i vari personaggi che incontrerà lungo il suo cammino.

Nella schermata del titolo si vede il nostro protagonista con un binocolo e disegni tradizionali
di donne in kimono che scorrono su schermo, quindi azzardo nel dire che lo scopo del gioco sia quello di conquistare più donne possibili tramite vittorie a mahjong, oppure decretarne la nudità.
Quindi, ammiccamenti e scene soft-osè avranno il loro peso nel corso della vicenda.
Non per nulla il primo avversario che il nostro eroe deve affrontare è proprio una donna…

Bakatonosama Mahjong Manyuuki

Grafica e musica

Le musiche di accompagnamento sono semplici e simpatiche, così come gli effetti sonori, ma purtroppo non posso conoscere la vera e propria trama del gioco, né tantomeno il grado di difficoltà.
Deduco comunque che questo titolo, nonostante i toni parodistici, sia molto più tecnico e serioso dei primi due mahjong usciti per Neo Geo, ovvero Mahjong Kyo Retsuden e il precedentemente citato Minasan no Okagesama Desu!.
Per apprendere appieno lo spirito del gioco è dunque ovviamente necessario conoscere sia la lingua giapponese, sia le regole del mahjong.

In tal caso, penso che il “colto” videogiocatore intenzionato ad approcciarsi al titolo potrebbe trarne il giusto vantaggio e divertimento.
Per tutti gli altri che invece ignorano la lingua madre e le fondamentali regole di gioco, questa cartuccia rimane semplicemente un pezzo da collezione.

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